Cartelle esattoriali: cosa cambia dal 1° Gennaio 2022?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
19/11/2021

La nuova Legge di Bilancio ha previsto nuove esenzioni di pagamento per quanto riguarda le cartelle esattoriali. Dal 1° Gennaio 2022 infatti non saranno dovuti i pagamenti inerenti al costo extra del 6% a carico dei contribuenti. Analizziamo la questione insieme.

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Il costo extra del 6% a carico dei contribuenti viene anche detto aggio di riscossione e, stando a quanto si legge nella Legge di Bilancio 2021, tale costo verrà cancellato. Le origini della nuova norma vengono direttamente dalla Corte di Cassazione, che si è pronunciata giudicando iniquo il pagamento extra del 6%.

La Manovra va solo ad anticipare però quanto previsto dalla riforma fiscale, che dovrebbe essere applicata sempre nel 2022.

Cartelle esattoriali: dal 2022 taglio dei costi di riscossione

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Come detto, le cartelle esattoriali saranno più leggere a partire dal 1° Gennaio 2022, data in cui entrerà in vigore quanto predisposto dalla Legge di Bilancio, ossia il taglio dei costi di riscossione del 6%, detto anche aggio di riscossione. A coprire le spese per tali oneri sarà lo stato, che mira ad aumentare i soggetti che adempieranno al pagamento delle cartelle esattoriali.

Come si apprende dalla Legge di Bilancio, resteranno a carico del contribuente:

  • le quote delle spese esecutive;
  • le quote delle spese di notifica della cartella di pagamento e degli altri atti di riscossione.

Taglio dei costi di riscossione: la sentenza della Corte di Cassazione

AGENZIA DELLE ENTRATE

La Corte di Cassazione si era espressa sul pagamento di tali costi a carico del contribuente, considerandoli non equi e quindi auspicandone il taglio definitivo. Tra gli obiettivi vi è quello di favorire l’adempienza a tali pagamenti, alleggerendo il carico di cartelle non pagate all’Agenzia delle Entrate e Riscossione.

Ma quello del taglio dell’aggio fiscale è solo un primo tassello della riforma del sistema fiscale prevista dall’ordinamento, che si sostanzierà definitivamente in futuro. Il superamento di questo infine, permette all’Italia di adeguarsi agli standard europei, allineandosi con Germania, Spagna, Francia e Regno Unito, in cui tale sistema è stato ormai ampliamente superato.