Cartelle esattoriali novità: più tempo per pagare

13/10/2021

Il Parlamento ha chiesto al Governo di consentire la riscossione dei contributi entro 150 giorni a tutti coloro che hanno ricevuto la notifica a partire dal primo settembre. Così da garantire più tempo per saldare le cartelle esattoriali.

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Le commissioni Finanze di Camera e Senato si apprestano a votare il prima possibile sul documento relativo alla riscossione delle cartelle esattoriali. Il Governo potrebbe già tradurre in norma gli impegni presi nel decreto fiscale collegato alla manovra. L’idea di concedere maggiore tempo ai contribuenti è tra quelle che nei prossimi giorni potrebbero già entrare in vigore, in risposta alle diverse sollecitazioni giunte dalla maggioranza, per evitare di travolgere, con milioni di cartelle, aziende e cittadini già alle prese con la crisi economica dettata dalla pandemia.

A quanto pare, l’Esecutivo sembrerebbe essere d’accordo con la dilazione dei tempi di riscossione dei pagamenti, ma si sta pensando anche di modificare l’intervallo di tempo per il pagamento, magari a quattro mesi. Questa possibilità di concedere maggiore tempo potrebbe portare ad una definizione agevolata dei ruoli. La richiesta della rottamazione quater è ancora sul tavolo del Governo, e probabilmente non entrerà nella risoluzione, ma non si esclude che l’istanza venga direttamente recepita sempre all’interno del decreto fiscale collegato.


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Ulteriore richiesta alle Camere, che potrebbe essere accolta nel decreto fiscale, è quella di consentire ai contribuenti, che non sono riusciti a saldare le rate di rottamazione ter, di avere un margine piuttosto ampio per recuperare. L’idea del Parlamento è quella di concedere 18 mesi per saldare il conto e non perdere il treno delle due agevolazioni.

La risoluzione punta soprattutto a introdurre regole a regime con lo scopo di evitare la decadenza delle rateizzazioni per chi non ha ancora saldato un sufficiente numero di tranche. In teoria dovrebbe essere l’agenzia delle EntrateRiscossione (Ader) a spingere il debitore per rimettersi in carreggiata entro 60 giorno. E, soltanto nel momento in cui il termine trascorresse senza avere risoluzione positiva, si è fuori dal piano dilatazione.

Chiaramente la riscossione e il contrasto all’evasione viaggiano l’uno a fianco dell’altro, ed è proprio per questo motivo che le Camere stanno chiedendo al Governo di impegnarsi ulteriormente per combattere l’evasione fiscale, spingendo sul principio della tax compliance, incentivando l’utilizzo delle dichiarazioni integrative, favorendo il ravvedimento e rivedendo in modo più graduale le sanzioni in base alla violazione commessa, spingendosi fino all’abolizione delle penalità per illeciti solo formali.

Camilla
  • Laureata in Scienze della Comunicazione Pubblica e Digitale
  • Laureata in Scienze Politiche Relazioni Internazionali
  • Esperta di Politica, Economia, Marketing e Social Media
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