Cashback fiscale per le detrazioni: come funziona?

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
24/03/2022

Le forze politiche stanno attualmente discutendo della riforma fiscale che dovrebbe essere approvata entro giugno, per poi entrare in vigore, con molta probabilità, nel 2023. Tra le novità che potrebbero essere introdotte, troviamo l’introduzione del cashback sulle spese ammesse a detrazione: vediamo insieme nel dettaglio.

money-notepad-and-calculator-on-the-tableIn questi giorni si sta discutendo della riforma del fisco e già si sta delineando un’importante novità: dal 2023 potrebbe essere introdotto il cashback sulle spese ammesse a detrazione. Ciò significa che dal prossimo anno lo sgravio fiscale riconosciuto, per esempio, per l’acquisto dei farmaci potrà essere immediatamente accreditato sul conto corrente, senza attendere la dichiarazione dei redditi.

Vediamo insieme nel dettaglio.

Cashback fiscale: di cosa si tratta

money-1005479_1920Stando a quanto riportato dal Corriere della Sera, dal 2023 potrebbe essere introdotto il cashback sulle spese ammesse a detrazione. Ciò significa che non si dovrà più attendere fino alla dichiarazione dei redditi per scaricare il 19% sull’acquisto dei farmaci (per esempio), ma lo sgravio potrà essere recuperato immediatamente tramite accredito su conto corrente.

La legge dovrebbe essere approvata entro giugno e considerando la successiva approvazione dei decreti attuativi, il cashback fiscale potrebbe entrare in vigore a partire dal 2023.

Riforma fiscale: le altre novità

money-1439125_1920Le altre novità che potrebbero essere introdotte con la riforma fiscale sono:

  • tassazione dei redditi da capitale e redditi da lavoro con partenza, per questo caso, con due aliquote;
  • mensilizzazione per i lavoratori autonomi del pagamento delle imposte superando l’attuale sistema del saldo e acconto;
  • al posto del venir meno dell’Irap una compartecipazione al Fisco locale anche del gettito derivante dai lavoratori in regime forfettario (flat tax), senza aggravi di prelievo.

In generale, la riforma non comporterà aumento della pressione fiscale.

Inoltre, le parti politiche stanno discutendo sull’estensione della platea ammessa alla flat tax: la Lega vorrebbe estendere il regime forfettario fino a 100 mila euro, che attualmente corrisponde al 15% fino a 65 mila euro di ricavi. Sembra che si stia discutendo su una via di mezzo, ossia un aumento fino a un tetto di 80 mila euro, con aliquota da portare al 20%.