Cashback sanitario, al via: cos’è e come funziona

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
26/06/2022

La Camera ha approvato il cashback sanitario, che potrebbe entrare in vigore a partire dal 2023, se anche il Senato approverà la riforma. Dal prossimo anno, infatti, potrebbe non essere più necessario attendere la dichiarazione dei redditi per scaricare le spese sanitarie relative a visite o medicinali.

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La Camera ha dato ufficialmente il via libera al Cashback sanitario con 322 voti a favore, 43 contrati e 5 astenuti e la riforma passa ora al Senato. Dal 2023, infatti, potrebbe essere introdotto il cashback sulle spese ammesse a detrazione. Ciò significa che dal prossimo anno lo sgravio fiscale riconosciuto per le spese sanitarie potrà essere immediatamente accreditato sul conto corrente, senza attendere la dichiarazione dei redditi.

Vediamo insieme nel dettaglio.

Cashback fiscale: di cosa si tratta

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Se anche il Senato darà il via libero, al 2023 potrebbe essere introdotto il cashback sulle spese sanitarie ammesse a detrazione. Dunque, non si dovrà più attendere la dichiarazione dei redditi per scaricare il 19% sull’acquisto dei farmaci (per esempio), ma lo sgravio potrà essere recuperato immediatamente tramite accredito su conto corrente.

Per potere ottenere il rimborso immediato il pagamento per le visite mediche e/o le medicine dovrà essere effettuato con strumenti tracciabili.

Riforma fiscale: le altre novità

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Le altre novità che potrebbero essere introdotte con la riforma fiscale sono:

  • tassazione dei redditi da capitale e redditi da lavoro con partenza, per questo caso, con due aliquote;
  • mensilizzazione per i lavoratori autonomi del pagamento delle imposte superando l’attuale sistema del saldo e acconto;
  • al posto del venir meno dell’Irap una compartecipazione al Fisco locale anche del gettito derivante dai lavoratori in regime forfettario (flat tax), senza aggravi di prelievo.

In generale, la riforma non comporterà aumento della pressione fiscale.

Inoltre, le parti politiche stanno discutendo sull’estensione della platea ammessa alla flat tax: la Lega vorrebbe estendere il regime forfettario fino a 100 mila euro, che attualmente corrisponde al 15% fino a 65 mila euro di ricavi. Sembra che si stia discutendo su una via di mezzo, ossia un aumento fino a un tetto di 80 mila euro, con aliquota da portare al 20%.