Cashback sanitario: di cosa si tratta e come funziona

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
21/08/2022

A partire dal 2023 potrebbe arrivare il cashback sanitario, il quale prevede che per detrarre le spese sanitarie relative a visite o medicinali non si debba più fare ricorso alla dichiarazione dei redditi. Vediamo insieme di cosa si tratta. 

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Il cashback sanitario potrebbe entrare in vigore a partire dal 2023 e riguarderà le spese sanitario, il cui relativo rimborso potrebbe essere accreditato direttamente sul conto, senza  ricorrere alla dichiarazione dei redditi.

Vediamo insieme nel dettaglio.

Cashback sanitario: cos’è

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Se anche il Senato darà il via libero, al 2023 potrebbe essere introdotto il cashback sulle spese sanitarie ammesse a detrazione. Dunque, non si dovrà più attendere la dichiarazione dei redditi per scaricare il 19% sull’acquisto dei farmaci (per esempio), ma lo sgravio potrà essere recuperato immediatamente tramite accredito su conto corrente.

Per potere ottenere il rimborso immediato il pagamento per le visite mediche e/o le medicine dovrà essere effettuato con strumenti tracciabili.

Spese sanitarie: come funziona oggi

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Ad oggi, la detrazione Irpef delle spese sanitarie al 19%, è subordinata all’indicazione delle spese in dichiarazione dei redditi. Pertanto, il contribuente paga le spese in contanti o tramite strumenti tracciabili laddove richiesto dalla legge, e poi indica il loro importo in dichiarazione dei redditi, 730 o modello Redditi.

Nel caso in cui il contribuente presenti la dichiarazione precompilata, le spese sono già presenti in dichiarazione dei redditi; questo perché gli operatori sanitari sono tenuti ad inviare al Sistema Tessera Sanitaria le spese sostenute dai propri assistiti nel corso dell’anno.

Ad ogni modo, eventuali rimborsi che risultano dal dichiarativo rispetto alle trattenute Irpef subite, saranno accreditati in busta paga solo dopo aver presentato la dichiarazione dei redditi.