Cedolare secca 2023: aliquote, come funziona e quando si paga

La cedolare secca consiste in un regime fiscale facoltativo applicato sui contratti di locazione che prevede un’aliquota fissa del 21 o del 10% in base alla tipologia del contratto di affitto stipulato. Vediamo nel seguente articolo come funziona la cedolare secca, in quali casi si può attivare ed entro quando bisogna pagarla nel 2023.

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Confermata anche per il 2023 la cedolare secca, il regime fiscale agevolato applicabile sui redditi provenienti dai canoni di locazione, che prevede un’aliquota fissa del 21 o del 10% in base alla tipologia del contratto stipulato.

Vediamo in questa breve guida tutto quello che serve sapere a riguardo.

Cedolare secca 2023: come funziona?

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La cedolare secca è un regime fiscale agevolato sostitutivo dell’IRPEF attraverso cui i titolari di immobili concessi in locazione possono scegliere di tassare il reddito da locazione ad aliquota fissa del 10 o del 21%, invece che calcolare le imposte sul reddito complessivo.

Cedolare secca 2023: le aliquote

L’imposta sostitutiva si calcola applicando un’aliquota del 21% sul canone di locazione annuo stabilito dalle parti. È prevista un’aliquota ridotta al 10% per i contratti di locazione a canone concordato relativi ad abitazioni ubicate:

  • nei comuni con carenze di disponibilità abitative (articolo 1, comma 1, lettere a) e b) del decreto legge 551/1988). Si tratta dei comuni di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia e dei comuni confinanti con gli stessi;
  • nei comuni ad alta tensione abitativa individuati dal Cipe.

In generale, l’aliquota al 21% si applica per i contratti di locazione a canone libero, mentre quella al 10% si applica per i contratti di locazione a canone concordato 3+2 stipulati in questi comuni. La cedolare secca al 10% si può applicare anche ai contratti di affitto a studenti fuori sede e ai contratti transitori (ossia quelli stipulati per un periodo compreso tra uno e 18 mesi).

Cedolare secca 2023: quando si applica

L’opzione può essere esercitata per unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali da A1 a A11 (esclusa l’A10 – uffici o studi privati) locate ad uso abitativo e per le relative pertinenze, locate congiuntamente all’abitazione, oppure con contratto separato e successivo rispetto a quello relativo all’immobile abitativo, a condizione che:

  • il rapporto di locazione intercorra tra le medesime parti contrattuali;
  • nel contratto di locazione della pertinenza si faccia riferimento al quello di locazione dell’immobile abitativo;
  • sia evidenziata la sussistenza del vincolo pertinenziale con l’unità abitativa già locata.

Cedolare secca 2023: pagamento e quando si attiva

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È possibile optare per la cedolare secca sia al momento della registrazione del contratto, sia negli anni successivi (in caso di affitti pluriennali). Quando l’opzione non viene esercitata all’inizio, la registrazione segue le regole ordinarie, con le imposte di registro e di bollo dovute e non più rimborsabili.

In caso di proroga del contratto di locazione, è necessario confermare l’opzione della cedolare secca contestualmente alla comunicazione di proroga. La conferma dell’opzione deve essere effettuata entro 30 giorni dalla scadenza del contratto o di una precedente proroga.

Cedolare secca 2023: quando si paga?

Per quanto riguarda il pagamento della cedolare secca nel 2023, l’acconto è dovuto solamente se l’imposta dell’anno precedente supera i 51,65 euro. Se l’importo è inferiore a 257,52 euro la cedolare secca si deve corrispondere in un’unica soluzione entro la scadenza del 30 novembre 2023. Se l’importo è superiore a 257,52 euro, invece, si paga in due rate:

  • la prima, pari al 40% dell’importo complessivamente dovuto (50% per i soggetti ISA e i forfettari) entro la scadenza del 30 giugno 2023;
  • la seconda, il restante 60% del totale (50% per i soggetti ISA e i forfettari), entro il 30 novembre 2023.

Il pagamento va effettuato tramite il modello F24.

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