Cedolare secca affitti 2022: cos’è, aliquote e quando si può applicare

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
29/08/2022

La cedolare secca è un regime fiscale facoltativo, che si sostanzia nel pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali da parte dei titolari di immobili concessi in locazione. Vediamo tutti i dettagli a riguardo nel seguente articolo.

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La cedolare secca permette ai titolari di un immobile affittato di beneficiare di un regime fiscale agevolato sul reddito proveniente dai canoni di locazione, grazie ad un’aliquota fissa del 21 o del 10% in base alla tipologia del contratto stipulato.

Vediamo nel dettaglio come funziona la cedolare secca.

Cedolare secca: cos’è e come funziona

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La cedolare secca è un regime fiscale agevolato attraverso cui i titolari di immobili concessi in locazione possono scegliere di tassare il reddito da locazione ad aliquota fissa del 10 o del 21%, sostitutendo in toto l’IRPEF.

Lo scopo della cedolare secca è quello di consentire ai proprietari di immobili in affitto di pagare meno tasse sul reddito prodotto dai canoni di locazione. Ma come funziona nello specifico? Il calcolo delle imposte dovute non viene effettuato sul reddito complessivo ma in misura fissa esclusivamente sul reddito da locazione, applicando l’aliquota di riferimento, pari al 10 o al 21% in base alla tipologia di contratto stipulato.

Cedolare secca: quando si applica

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Quando si opta per la cedolare secca, al momento della stipula del contratto di locazione si sceglie di tassare il reddito proveniente dagli affitti con un’aliquota fissa al 10 o al 21%.

L’aliquota al 21% si applica per i contratti di locazione a canone libero, mentre quella al 10% si applica per i contratti di locazione a canone concordato 3+2 stipulati in Comuni che presentano problematiche particolari, quali:

  • carenza di soluzioni abitative;
  • alta densità abitativa;
  • territori colpiti da calamità naturali.

La cedolare secca al 10% si può applicare anche ai contratti di affitto a studenti fuori sede e ai contratti transitori (quelli stipulati per un periodo compreso tra uno e 18 mesi).