Colf e Bandanti, aumentano gli stipendi: quando e quanto

La retribuzione dei lavoratori domestici, come colf e badanti, include gli scatti di anzianità che dipendono dalla durata del servizio svolto presso lo stesso datore di lavoro.

Badante

Gli scatti rappresentano un aumento del salario e sono regolamentati dall’articolo 37 del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) sottoscritto da Fidaldo, Domina e le organizzazioni sindacali dei lavoratori: Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, UiltucsUil e Federcolf.

Stipendio Colf: quanto aumenta?

Per i colf e le badanti, ogni 2 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro, spetta un aumento salariale del 4%, calcolato sulla retribuzione minima contrattuale.

Gli scatti di anzianità possono essere concessi per un massimo di 7 periodi di due anni. Vengono calcolati sulla base della retribuzione minima contrattuale e non possono essere assorbiti dall’eventuale superminimo.

Va notato che, secondo le note a verbale al termine dell’articolo 37 del CCNL di riferimento, le parti sociali hanno specificato che solo il primo scatto matura dal mese successivo al raggiungimento dei due anni di servizio.

Ad esempio, consideriamo un lavoratore domestico convivente con livello BS, assunto il 1° febbraio 2021, e attualmente impiegato presso lo stesso datore di lavoro, con una paga minima contrattuale di 988,90 euro:

Il 1° marzo 2023, il lavoratore compie il primo scatto di anzianità, che corrisponde a 988,90 * 4% = 39,55 euro. Questo importo rappresenta l’aumento salariale e la paga aumenterà a 1028,45 euro.

Consideriamo invece un lavoratore assunto il 1° febbraio 2021 con livello BS e una paga oraria di 6,99 euro/h:

Il 1° marzo 2023, il lavoratore matura il primo scatto, che corrisponde a 6,99 * 4% = 0,28 euro. La paga oraria sarà quindi di 7,27 euro/h.

Per quanto riguarda i colf e le badanti, gli scatti di anzianità e il superminimo non sono sempre mutuamente esclusivi. Spesso i lavoratori domestici percepiscono una paga superiore alla retribuzione minima contrattuale tramite il superminimo, che rappresenta un accordo tra il datore di lavoro domestico e il lavoratore al momento dell’assunzione o in un momento successivo.

Pertanto, anche se il lavoratore domestico riceve mensilmente il superminimo, questo non può essere utilizzato per coprire gli incrementi salariali derivanti dagli scatti di anzianità. Il datore di lavoro dovrà corrispondere gli aumenti dovuti all’anzianità di servizio.

Ad esempio, consideriamo una lavoratrice assunta il 1° febbraio 2021 con un livello BS, una paga oraria di 10 euro e un superminimo di 3,01 euro:

A partire dal 1° marzo 2023, a seguito del primo scatto di anzianità, la paga sarà calcolata come segue:
6,99 euro (paga minima) + scatto di anzianità 0,28 euro + superminimo 3,01 euro = 10,29 euro. Questo sarà il salario orario tenendo conto dell’aumento derivante dallo scatto di anzianità.

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