Collocamento in ausiliaria: un’opportunità per una pensione più alta

Il collocamento in ausiliaria offre ai militari con almeno 40 anni di servizio l’opportunità di ottenere una pensione più elevata, ma non è accessibile per i militari riformati o coloro che interrompono anticipatamente il servizio. Una recente sentenza della Corte dei Conti d’Appello ha confermato che il beneficio non spetta ai militari riformati.

Collocamento in ausiliaria: un’opportunità per una pensione più alta

Il collocamento in ausiliaria rappresenta un’opportunità per i militari di ottenere una pensione più elevata. Questa opzione consente ai militari che raggiungono l’età ordinamentale con almeno 40 anni di servizio di essere richiamati in servizio per un periodo massimo di 5 anni anziché essere congedati in riserva. Tuttavia, l’accesso a questa opzione non è indiscriminato e ci sono restrizioni che devono essere considerate.

Quando non si può accedere al collocamento in ausiliaria

Collocamento in ausiliaria: un’opportunità per una pensione più alta

I militari che vengono riformati per motivi di salute durante il servizio attivo, prima di raggiungere l’età pensionabile prevista per il loro grado, non possono beneficiare del collocamento in ausiliaria. L’idoneità psico-fisica è un requisito fondamentale secondo l’Inps per poter accedere a questa opzione.

Anche i militari che decidono di interrompere anticipatamente il servizio prima di raggiungere l’età ordinamentale non possono accedere al collocamento in ausiliaria, indipendentemente dalla loro idoneità. Questa opzione è disponibile solo per coloro che raggiungono l’età ordinamentale con almeno 40 anni di servizio.

Perdita del diritto al collocamento in ausiliaria

Anche i militari che sono già stati collocati in ausiliaria possono perdere tale diritto se non soddisfano più i requisiti psico-fisici richiesti. È importante mantenere tali requisiti durante il periodo in ausiliaria per mantenere il diritto a una pensione più elevata.

La decisione della Corte dei Conti d’Appello

La Corte dei Conti d’Appello ha confermato in una recente sentenza che il beneficio previsto dall’articolo 3, comma 7, del decreto legislativo n. 165/1997 non spetta ai militari riformati. Questa decisione ha stabilito chiaramente che i militari riformati non possono accedere al collocamento in ausiliaria per ottenere una pensione più elevata.

Come funziona il collocamento in ausiliaria

Il collocamento in ausiliaria è un diritto riservato al personale militare delle Forze armate, comprese varie categorie come l’Arma dei carabinieri, il Corpo della Guardia di finanza, il personale delle Forze di polizia e il Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Questa opzione consente ai militari di essere richiamati in servizio per un massimo di 5 anni, offrendo loro una reperibilità obbligatoria in caso di necessità fino all’età di 65 anni per chi viene congedato a 60 anni.

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