Come cambieranno le buste paga con il taglio Irpef?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
25/10/2021

Il governo sta mirando a nuove misure fiscali che dovranno abbassare l’imposizione fiscale per il ceto medio. Una delle misure in arrivo è il taglio dell’Irpef che porterà per tale categoria un aumento in busta paga.

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La prima bozza della riforma fiscale avrà a disposizione circa 8 miliardi, secondo a quanto scritto nella prima bozza della Legge di Bilancio. E’ chiaro che questa dovrà ancora essere ufficializzata dall’esecutivo. Di questi 8 miliardi la maggior parte saranno diretti alla rimodulazione delle aliquote Irpef, tassa che va ad intaccare direttamente i pensionati ed i lavoratori dipendenti.

L’obiettivo è dunque quello di ridurre il peso fiscale del ceto medio: vediamo come!

Irpef: al via la rimodulazione

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La rimodulazione dell’Irpef colpirà in particolare le perone con reddito annuo compreso tra 28 mila e 55 mila euro, il così detto ceto medio. Su questa categoria il peso dell’Irpef è pari al 38%, ma il governo sta lavorando per abbassare tale aliquota e dare un pò di sollievo alla categoria.

Secondo delle stike effettuate dal Ministero del Lavoro, i soggetti coinvolti saranno circa il 21,2% ossia tutti coloro che dichiarano un reddito pari a minimo 28 mila euro. Si ricorda inoltre che il salto di aliquota Irpef non si applica su tutto il reddito dichiarato, ma solo su quello aggiuntivo.

Modifica Irpef: una simulazione spiega cosa può accadere

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Nllo studio di SkyTg24 è stata effettuata una simulazione per evidenziare gli effetti di tale modifica dell’aliquota Irpef. In particolare sono state ipotizzate tre diverse categorie di lavoratori e si considera l’abbassamento dell’Irpef dal 34% al 38%. I risultati sono i seguenti:

  • Il primo lavoratore dichiara un reddito annuo di 28mila euro e quindi non sarebbe interessato dalla riforma;
  • Il secondo dichiara invece 41mila euro: potrebbe beneficiare dello sconto fiscale su 13mila euro e pagherebbe quindi circa 500 euro all’anno in meno.
  • Il terzo lavoratore guadagna invece 75mila e potrebbe veder applicato il taglio su una quota di reddito superiore del secondo (pari a 42mila euro) e godrebbe di uno sconto fiscale annuale di più di 1.000 euro.