Come l’utilizzo dei Social Network influisce sui colloqui di lavoro

Può un profilo su un social media influire sull’assunzione di un dipendente? Per approfondire i profili dei candidati, il 72% delle aziende consulterebbe i social network, ma meno del 5% di queste terrebbe in considerazione le informazioni individuate.

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Quanto influiscono i profili social dei candidati sulle loro assunzioni?

La risposta, proveniente dall’Associazione Direttori Risorse Umane GIDP/HRDA, sembra essere chiara e definitiva: i social network sono utili, ma alla fine sono le capacità del candidato ad essere realmente valutate.

Questi dati statistici vengono ulteriormente confermati dall’indagine “Le assunzioni: dal passaparola a Google e Facebook“, condotta dalla stessa associazione. Analizziamola più nel dettaglio.

Assunzioni: quanto contano i profili social?

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Dalla ricerca condotta dall’Associazione Direttori Risorse Umane GIDP/HRDA, emerge che circa il 72% delle aziende utilizza Internet per trovare informazioni sui candidati.


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A questo punto, verrebbe da pensare che la percentuale fornita è in contraddizione con quanto sostenuto dai direttori di risorse umane, se non fosse per un altro piccolo dettaglio per nulla trascurabile: di tutte queste organizzazioni che scovano informazioni sui candidati, solo il 4,8% si farebbe influenzare dalle piattaforme sociali nella scelta di convocazione al colloquio o di assunzione.

Secondo questi dati, quindi, molte aziende ricorrerebbero alla consultazione dei social, ma pochissime terrebbero in considerazioni le informazioni individuate.

Un dato contrastante con quanto sostenuto da Adecco e che in realtà sembra toccare il paradosso: si perde tempo per individuare informazioni che poi non saranno mai prese in considerazione.

Assunzioni e social network: i dati

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Sempre secondo la medesima indagine, fra le imprese che ricorrono ai social il 65,6% predilige LinkedIn, mentre Facebook verrebbe visitato solo dal 21,5% degli intervistati.

Inoltre, le ricerche sul Web verrebbero eseguite prevalentemente per i profili manageriali (40,37%) e per i quadri (24,22%).

Le capacità sarebbero quindi la voce preponderante, ma quale compagnia petrolifera assumerebbe mai come direttore marketing il migliore marketer sulla piazza che sul proprio profilo Facebook inneggia ai sistemi di locomozione elettrici od ad idrogeno?

Nell’attesa di ricevere una valida risposta, forse i candidati farebbero meglio a gestire in modo consapevole i propri profili social, ricordando sempre la natura pubblica che li contraddistingue.


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Luca Paolucci
Laurea in Economia e Management
Laureando in Management Internazionale
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