Congedi parentali: via all’estensione ai padri

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
09/12/2022

E’ ormai praticamente fatta per l’estensione anche ai papà dei congedi parentali, ad oggi previsti in maniera più marcata solamente per le madri. Al vaglio vi è l’articolo che vincola l’aumento dell’indennità solamente alle madri. Ma le novità non finiscono qui: in arrivo modifiche alle norme sulle astensioni obbligatorie.

Bambini

La Manovra è in corso di approvazione e ultimazione, ma sono moltissimi gli emendamenti che vi sono piovuti sopra: si parla di circa 3 mila revisioni richieste dai partiti dell’opposizione. Tra queste vi è quella relativa ai congedi parentali, che prevedono un aumento dell’indennità dell’80% solamente alle madri. Il centrosinistra in particolare richiede che questi vengano aumentati anche per i padri.

Anche i sindacati si sono allineati a questa previsione: cosa succederà? Cerchiamo di fare chiarezza insieme nel seguente articolo.

Congedi parentali: i sindacati chiedono maggiori tutele anche per le madri

Bambini

Le mamme potrebbero non essere più le sole ad avere diritto al congedo parentale, l’indennità percepita aumenterà di circa l’80% di quanto normalmente percepito. La condizione attuale viene spiegata dalla premier Meloni:

Noi abbiamo aggiunto un mese di congedo facoltativo, non obbligatorio, ma retribuito all’80 per cento e utilizzabile fino al sesto anno di vita del bambino una specie di piccolo salvadanaio del tempo.

L’Art 66 stabilisce che la previsione dell’aumento delle cifre spettanti sia esclusiva per le lavoratrici. I sindacati chiedono a gran voce che questa previsione venga estesa anche per i padri.

Congedi parentali: occhio alle multe in arrivo

Bambini

Bisogna prestare molta attenzione alle possibili multe cui si potrebbe andare incontro senza rispettare le norme in materia di congedi parentali. Le regole sono state stabilite dall’Ispettorato del Lavoro che a riguardo ha chiarito:

Il datore di lavoro è tenuto al riconoscimento del congedo richiesto dal lavoratore nei modi previsti dal comma 6 dello stesso 27-bis (comunicazione in forma scritta al datore di lavoro dei giorni in cui si intende fruire del congedo, anche attraverso “l’utilizzo, ove presente, del sistema informativo aziendale per la richiesta e la gestione delle assenze”, con un anticipo non minore di 5 giorni, ove possibile in relazione all’evento nascita, sulla base della data presunta del parto e fatte salve le condizioni di miglior favore previste dalla contrattazione collettiva).

In parole povere, il lavoratore che ha bisogno di assentarsi dal lavoro per occuparsi delle esigenze familiari, deve darne comunicazione con un preavviso di 5 giorni, pena incorrere in sanzioni.