Congedo di maternità flessibile: cosa cambia con le nuove regole

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
05/10/2022

L’INPS ha fatto chiarezza sulle nuove regole in merito al congedo di maternità flessibile. Cambiano, infatti, alcuni aspetti riguardanti la consegna della documentazione necessaria per poter usufruire della maternità. Scopriamo insieme le principali novità.

pregnant-g9163a68c4_1920

Con la circolare n. 106 del 29 settembre 2022, l’INPS ha comunicato i dettagli relativi al cambiamento delle regole per usufruire della maternità flessibile, vale a dire la possibilità di richiedere la maternità soltanto un mese prima del parto e i quattro successivi, o integralmente per i cinque mesi dopo il parto.

Vediamo insieme le novità a riguardo e cosa cambia secondo le nuove regole riguardanti la documentazione da consegnare per poter utilizzare il congedo di maternità flessibile.

Congedo di maternità: cosa cambia

pregnant-g492993eda_1920

La novità principale riguarda la documentazione da presentare per beneficiare della finestra di flessibilità. Infatti, secondo la norma vigente precedentemente, era possibile usufruire dell’opzione:

a condizione che il medico specialista del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato e il medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro.

Si tratta di documentazioni da acquisire al settimo mese di gravidanza e che sono rilasciate da un medico specialista del SSN, da un medico con esso convenzionato o dal medico aziendale.

L’Inps chiarisce ora che la documentazione non dovrà più essere presentata all’Inps ma soltanto ai datori di lavoro:

Le menzionate certificazioni sanitarie non devono più essere prodotte all’Inps, essendo sufficiente dichiarare nella domanda telematica di congedo di maternità di volersi avvalere della flessibilità, indicando il numero dei giorni di flessibilità. Non è altresì più necessario produrre all’Inps la dichiarazione del datore di lavoro relativa alla non obbligatorietà della figura del medico responsabile della sorveglianza sanitaria sul lavoro.

Le medesime norme si applicano anche a chi decide di astenersi dal lavoro integralmente per i cinque mesi successivi al parto.