Congedo straordinario 2022: spetta anche ai conviventi di fatto?

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
05/08/2022

Soltanto recentemente, il congedo straordinario è stato esteso anche ai conviventi di fatto, tramite il decreto legislativo 30 giugno 2022 n.105, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 176/2022. Vediamo insieme.

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L’indennità di congedo straordinario corrisponde al periodo di assenza dal lavoro retribuito concesso ai lavoratori dipendenti con disabilità o che assistano familiari con disabilità grave ai sensi dell’articolo 3, comma 3, legge 5 febbraio 1992, n. 104.Ogni lavoratore ha diritto a un massimo di 2 anni di congedo straordinario. Tale limite vale sia per la persona che si assiste che per chi usufruisce del congedo.

Secondo quanto previsto dal decreto legislativo 30 giugno 2022 n.105, pubblicato sulla G.U. n. 176/2022, con l’entrata in vigore del provvedimento il 13 agosto 2022, il congedo straordinario è stato esteso anche ai conviventi di fatto.

Vediamo insieme nel dettaglio.

Congedo straordinario: possono usufruirne anche i conviventi di fatto

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I lavoratori dipendenti possono richiedere il congedo straordinario per un familiare in situazione di disabilità grave ai sensi della legge 104/92, riconosciuta dalla competente commissione medica integrata ASL/INPS.

Il decreto legislativo del 30 giugno 2022 n.105, che recepisce la direttiva UE 2019/1158 relativa all’equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza, introduce tre importanti novità-

Innanzitutto, a partire da ora, il congedo straordinario spetta al coniuge convivente e alla parte dell’unione civile convivente con il disabile. In caso di mancanza, decesso o patologie invalidanti, il diritto degrada a padre e madre, figli, fratelli/sorelle e arriva a parenti/affini fino al terzo grado. Con la nuova direttiva anche il convivente di fatto potrà ottenere il congedo straordinario, essendo equiparato al coniuge, e non solo i tre giorni di permesso mensili (per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 213/2016).

L’altra novità riguarda il diritto di fruire del congedo entro 30 giorni dalla richiesta , mentre in precedenza era previsto un termine di 60 giorni.

Infine, il diritto spetta anche nel caso in cui la convivenza sia stata instaurata successivamente alla richiesta di congedo. La convivenza è infatti uno dei requisiti per poter accedere al beneficio. Finora questa possibilità era limitata al solo figlio non convivente in assenza di altre persone legittimate.