Contante: come cambierà il limite nel 2023

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
11/11/2022

Novità in arrivo per il limite dei contati. Dalla bozza del decreto Aiuti quater è emerso che la soglia aumenterà nel 2023 da 2.000 a 5.000 euro e sarà inoltre introdotto un bonus per incentivare all’utilizzo del POS.

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Dalla bozza del decreto Aiuti quater in circolazione emergono le prime modifiche del governo Meloni per quanto riguarda i pagamenti con denaro contante.

Nello specifico, la soglia per i pagamenti cash non scenderà sotto i 1.000 euro sarà più che raddoppiata, passando da 2.000 a 5.000 euro.

Vediamo insieme come cambieranno le regole in merito a contante e POS con il nuovo provvedimento dell’esecutivo.

Contante: il limite passa a 5.000 euro nel 2023

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La soglia per i pagamenti in contanti sarà portata a 5.000 euro dal 1° gennaio 2023, secondo quanto emerso dalla bozza del decreto Aiuti quater in circolazione. Sul limite ai contanti si interverrà sulle soglie modificate dal decreto legge n. 124/2019, che all’articolo 18, ha previsto la riduzione della soglia da 2.000 a 1.000 euro a partire dal 1° gennaio 2023.

La novità si affianca alla previsione di un nuovo bonus per gli esercenti volto ad incentivare i pagamenti con POS. Vediamo insieme di cosa si tratta.

Bonus POS: come funziona

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All’aumento del limite per i pagamenti in contanti dovrebbe affiancarsi un bonus specifico per i pagamenti con POS.

Secondo quanto si legge nella bozza del decreto Aiuti quater, la misura spetterà ai soggetti passivi IVA obbligati alla memorizzazione e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri in relazione alle spese sostenute nel 2023.

Il bonus POS riconosciuto per l’adeguamento dei registratori di cassa telematici sarebbe pari al 100 per cento della spesa sostenuta, per un massimo di 50 euro.

Si va quindi verso l’introduzione di un nuovo credito d’imposta da utilizzare in compensazione e, dal punto di vista operativo, fruibile a partire dalla prima liquidazione periodica IVA successiva al mese di registrazione della relativa fattura.

Nel frattempo, si attende il testo definitivo del nuovo decreto legge da parte del Consiglio dei Ministri.