Contanti 2022, nuovo limite: controlli e sanzioni

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
21/05/2022

Il governo italiano sta lavorando alla definizione del nuovo limite dei contanti per contrastare l’evasione fiscale. Inoltre, l’esecutivo ha stabilito il giorno a partire dal quale scatteranno le multe per gli esercenti che non permetteranno i pagamenti elettronici. Vediamo insieme quali sono le novità in merito.

money-1005479_1920Con il fine di contrastare l’evasione fiscale, il governo italiano è al lavoro sul nuovo limite dei contanti. Infatti, i professionisti possono evadere il fisco richiedendo il pagamento in contanti e non emettendo la fattura, senza così pagare le dovute tasse applicabili all’eventuale transazione.

Vediamo insieme cosa ha deciso l’esecutivo a proposito dei contanti e quali sono le sanzioni previste per gli esercenti che non consentiranno i pagamenti elettronici.

Nuovo limite per i contanti

money-1005464_1920Il governo ha deciso che il nuovo limite per i pagamenti in contanti passa da 2000 euro a 1000 euro, tuttavia il nuovo limite scatta nel 2023, pertanto fino alla fine di quest’anno rimane valido il limite più alto. Una volta superata la soglia prevista scattano le sanzioni, che possono arrivare fino a 50.000 euro.

Nessuna legge italiana pone un limite ai contanti che si possono portare con sé in casa e fuori casa, i divieti riguardano solo lo scambio di contanti tra soggetti.

Controlli e sanzioni sui pagamenti elettronici

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Nel frattempo, per incentivare l’utilizzo dei pagamenti elettronici, l’esecutivo ha reso obbligatorio l’utilizzo del Pos dal prossimo 30 giugno, pena una multa pari a 30 euro a cui va aggiunto il 4% del valore della transazione.

Inoltre, è prevista anche la trasmissione quotidiana dei dati sulle transazioni pagate con valuta elettronica, e in questo modo tutti i pagamenti elettronici verranno comunicati immediatamente al Fisco, che potrà condurre i suoi controlli tramite l’incrocio delle informazioni raccolte con la sua banca dati. Tra le ipotesi al vaglio dell’esecutivo, c’è anche la possibilità di un rimborso diretto delle detrazioni su certe spese pagate per via digitale.