Contanti, pagamenti e prelievi: limiti e sanzioni per il 2023

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureato in Management Internazionale
03/01/2023

È entrato in vigore il nuovo limite al denaro contante, che nel 2023 diventa più ampio. Dalla soglia dei 2.000 euro fissata lo scorso anno, infatti, si passa a 5.000 euro. Vediamo nel seguente articolo tutte le ultime novità a riguardo. 

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Contanti: cambiano i limiti per i pagamenti e i prelievi. È entrata in vigore la normativa definita dalla Legge di Bilancio, che per il 2023 fissa a 5.000 euro il limite per i pagamenti effettuati in contanti. Nessun tetto massimo, invece, per il ritiro di denaro contante: superata una certa soglia, però, possono attivarsi i controlli antiriciclaggio.

Vediamo insieme tutti i dettagli a riguardo.

Prelievi e pagamenti in contanti: i limiti per il 2023

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Nel 2023, per i pagamenti effettuati in contanti la normativa in vigore fissa il limite di 5.000 euro ad operazione. È la Legge di Bilancio appena approvata ad innalzare il tetto massimo, che lo scorso anno era fissato a 2.000 euro.

Il limite è valido sia per i pagamenti verso le aziende che per quelli destinati ad altre persone, compresi i compensi dei professionisti e i regali (come le donazioni a figli o parenti). In caso di operazioni in contanti superiori al limite consentito, la banca può chiedere all’utente di giustificare l’operazione: in base alla risposta di quest’ultimo, la stessa banca deciderà se segnalare o meno l’operazione all’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) della Banca d’Italia.

Per quanto riguarda il ritiro di denaro contante, invece, non è previsto alcun limite per i privati. Tuttavia, il sistema dei controlli prevede che, nel caso in cui venga superata la soglia di 10.000 euro in un mese, l’istituto di credito è obbligato a chiedere spiegazioni a riguardo al proprio cliente, in base a quanto previsto dalla normativa in materia di antiriciclaggio.

Limite contanti: le sanzioni

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Di seguito le sanzioni previste per la violazione dei limiti appena visti:

  • da 1.000 euro per le violazioni del limite ai pagamenti in contanti;
  • da 5.000 euro per le violazioni di importo superiore a 250.000 euro,
  • da 1.000 a 1.500 euro per il datore di lavoro che non rispetta la tracciabilità degli stipendi;
  • da 3.000 a 15.000 euro per chi non comunica la transazione.

Le transazioni superiori ai 5.000 euro devono essere sempre comunicate al Fisco. In caso contrario si va incontro ad una sanzione ulteriore, indipendente da quella per il pagamento in contanti.