Contraffazione del Made in Italy: perdite per 225 milioni di euro

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
24/08/2021

La contraffazione ha toccato picchi mai raggiunti prima: nell’intera zona UE, nel 2020, il valore degli scambi di merce contraffatta è stato di oltre 15 miliardi di euro. I prodotti falsificati più scambiati riguardano il settore della moda, del cibo e dei prodotti elettronici e informatici.

Made, In

Il mercato del falso si sta rivelando un vero e proprio giro d’affari, che sta colpendo alcuni settori in maniera sempre più forte.

I principali sono quello della moda, dei ricambi per auto, del cibo e della tecnologia. Per gli Stati Membri UE è stata stimata una perdita nel 2020 di circa 15 miliardi di euro, di cui 225 milioni solo per le aziende italiane.

Contraffazione: come combatterla?

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A livello nazionale, il primo metodo con cui si è deciso di affrontare la questione è quello di aumentare i controlli alle dogane italiane. In tal senso, dal 1° agosto viene richiesta agli operatori di verificare con massima accuratezza ogni tipologia di bene e, qualora fosse riscontrata una contraffazione, di applicare le norme alla lettera.

Gli addetti ai lavori devono vigliare su molte questioni che ruotano attorno al prodotto, come:

  • la qualità del prodotto;
  • la provenienza;
  • il rispetto delle regole fiscali;
  • valutare attentamente i rischi.

L’insieme di queste caratteristiche permette di identificare e limitare il proliferare di moltissimi prodotti contraffatti.

Il valore del Made in Italy

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A livello internazionale, specialmente in prodotti eno-gastonomici, la sola presenza nel nome di un prodotto, o apposto sul packaging, di una parola italiana, fa aumentare a dismisura l’appeal dello stesso.

I prodotti scambiati nei mercati, con quello che possiamo definire “italian sounding“, sono stimati essere circa 100 miliardi. Gran parte di questi chiaramente sono contraffatti e negli anni la vendita è cresciuta esponenzialmente: dai 60 miliardi del 2017 si è passati agli oltre 100 del 2020.

Un danno notevole per migliaia di aziende italiane che ogni anno, secondo le stime, registrano una perdita di 225 milioni di euro.