Contratto di espansione: cos’è e come funziona

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
01/07/2021

L’istituto nazionale di previdenza sociale ha fatto chiarezza circa le modalità di richiesta del cosiddetto “contratto di espansione”. Nel dettaglio, sono state fornite le istruzioni operative e i calcoli dell’indennità del contratto di espansione ampliato dal Sostegni bis. 

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L’indennità per cui fare richiesta con il contratto di espansione è quella di accompagnamento alla pensione, alla quale è possibile accedervi solo per le imprese che hanno fatto ricorso appunto, al contratto di espansione. Quest’ultimo, introdotto nel 2019, è orientato per le aziende con più di 1000 lavoratori che intendono effettuare ristrutturazioni o riorganizzazioni.

Va ovviamente presentata domanda al Ministero per ottenerlo. Scopriamo la fattispecie nel dettaglio.

Contratto di espansione: cos’è e relativa procedura

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La grande utilità di questo strumento è che, per imprese intente a riorganizzarsi, è possibile far versare nelle casse dei dipendenti più vicini alla pensione la cassa integrazione straordinaria. In più sono anche previste agevolazioni per l’esodo anticipato dei dipendenti più vicini alla pensione, a fronte di un piano di assunzioni di giovani, anch’esse agevolate.

Recentemente, l’Inps ha reso noto che altre imprese possono accedere al servizio: si tratta delle aziende con almeno 250 dipendenti (complessive in caso di reti stabili) e di quelle con più di 500 dipendenti.

L’assistenza per i dipendenti prossimi alla pensione viene detta “scivolo” e può durare 60 mesi. I soggetti che ne hanno diritto sono coloro che hanno maturato il diritto alla pensione anticipata e chi ha almeno 62 anni.

Il datore di lavoro ha due canali da utilizzare per ogni adempimento:

  • il Cassetto previdenziale aziendale per inoltrare l’accordo siglato propedeutico al riconoscimento della prestazione utilizzando il seguente oggetto “Contratto espansione 41 – 5 bis dlgs 148/2015“, e, quindi, formulare la “richiesta di accreditamento e variazione dell’indennità mensile di cui all’art. 41, comma 5-bis, del dlgs 148/2015” disponibile sul sito Inps nella sezione moduli;
  • il PRAT (Portale delle prestazioni atipiche) per la gestione del piano di esodo, indicando il personale o il delegato individuato dall’azienda ad operare sull’applicativo.

L’indennità prevista

L’Inps corrisponde al lavoratore l’indennità in base alla contribuzione accreditata al momento della cessazione del rapporto di lavoro. L’indennità viene erogata per 13 mesi ed è tassata come i redditi dei lavoratori dipendenti, senza perequazione annuale.

Non può avere decorrenza anteriore al 1° gennaio 2021. Per l’accesso alla pensione standard, il lavoratore deve presentare domanda di pensione in tempo utile, cioè nelle vicinanze della scadenza dell’indennità mensile.