Contributi a fondo perduto 2021: novità e importi

22/05/2021

Decreto Sostegni bis: novità importanti per i contributi a fondo perduto. Cambiano i criteri di scelta: al calo del fatturato si aggiunge anche quello dell’utile, metodo “più giusto” come sottolineato dallo stesso premier Draghi. Si amplia la platea dei beneficiari.

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Durante la conferenza stampa di presentazione del decreto Sostegni bis Mario Draghi ha illustrato le novità relative ai contributi a fondo perduto contenute nel nuovo provvedimento economico.

La più importante è sicuramente quella legata ai requisiti richiesti per poter accedere ai ristori: al calo del fatturato, utilizzato fino ad oggi, si va infatti ad aggiungere il criterio del calo dell’utile, considerato dallo stesso premier Draghi “più giusto” e equo nei confronti di imprese e partite IVA.

Cresce la platea dei beneficiari e cambiano le aliquote per il calcolo dei ristori.

Contributi a fondo perduto: le novità nel Sostegni bis

Italian PM Draghi attends a press conference


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Novità importanti per quanto riguarda i contributi a fondo perduto destinati alle partite IVA.

Durante la conferenza stampa di presentazione del decreto Sostegni bis, il premier Draghi ha illustrato i nuovi parametri richiesti per poter accedere ai ristori: al già ampiamente utilizzato metodo del calo del fatturato, infatti, da questo momento si va ad aggiungere quello dell’utile, che dovrà essere riferito al periodo 1° aprile 2020 – 31 marzo 2021 sui 12 mesi precedenti.

Un aggiornamento, quindi, dei criteri di accesso voluto e sostenuto dallo stesso Draghi, che in conferenza stampa l’ha definito “più giusto” nei confronti di imprese e partite IVA.

Si amplia così la platea dei beneficiari, che dovrebbe crescere di circa 370 mila unità.

Contributi a fondo perduto: gli importi

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Con l’introduzione del nuovo criterio di scelta cambiano anche le modalità di calcolo dei ristori.

Saranno due le strade da seguire: la prima, l’unica utilizzata fino a questo momento, prevede un contributo a fondo perduto per le partite IVA che abbiano subito un calo del fatturato di almeno il 30% tra il 2019 e il 2020. La seconda, invece, è quella basata sul sopracitato calo dell’utile riferito al periodo 1° aprile 2020 – 31 marzo 2021.

Il nuovo contributo, quindi, si calcola con le seguenti aliquote:


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  • 90% della differenza media mensile per le attività con fatturato 2019 fino a 100 mila euro;
  • 70% per quelle con fatturato da 100 mila a 400 mila euro;
  • 50% per le partite IVA con fatturato tra 400 mila e 1 milione di euro;
  • 40% per quelle con fatturato tra 1 e 5 milioni di euro;
  • 30% per le imprese con fatturato compreso tra 5 e 10 milioni di euro.

Restano ancora escluse dai ristori, quindi, tutte le attività con un fatturati superiori a 10 milioni di euro.

 

 

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureando in Management Internazionale
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
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