Contributi a fondo perduto a conguaglio: requisiti, beneficiari e come funzionano

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
30/09/2021

I contributi a fondo perduto a conguaglio fanno parte del pacchetto di aiuti rivolto ad imprese e professionisti introdotto dal decreto Sostegni bis. Vediamo insieme come funzionano, quali sono i requisiti, chi sono i potenziali beneficiari e chi invece rimase escluso dall’agevolazione.

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Il Governo Draghi ha introdotto con il decreto Sostegni bis i contributi a fondo perduto a conguaglio.

Questo nuovo pacchetto di aiuti viene concesso a professionisti e imprese che si trovano in particolari condizioni di difficoltà e che rispettano determinati requisiti legati principalmente al fatturato della propria attività.

Vediamo nel dettaglio come funzionano questi contributi e chi sono i potenziali beneficiari.

Contributi a conguaglio: requisiti e come funzionano

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Il decreto Sostegni bis ha allargato il pacchetto di aiuti rivolto ad imprese e professionisti introducendo i cosiddetti contributi a fondo perduto a conguaglio.

Per poter accedere a questi aiuti, che possono arrivare alla cifra massima di 150 mila euro ad attività sottoforma di bonifico o credito d’imposta, bisogna rispettare due requisiti:

  • avere registrato un fatturato non superiore a 10 milioni di euro nel 2019;
  • avere un peggioramento del risultato economico d’esercizio relativo al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020, rispetto a quello del periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019, in misura pari o superiore alla percentuale che sarà definita con apposito decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze.

Contributi a conguaglio: i beneficiari

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I contributi a fondo perduto a conguaglio possono essere richiesti da:

  • i soggetti titolari di reddito agrario di cui all’art. 32 del Testo unico delle imposte sui redditi;
  • i soggetti con ricavi di cui all’art. 85, comma 1, lettere a e b del Testo unico delle imposte sui redditi, rispettivamente i corrispettivi delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa e i corrispettivi delle cessioni di materie prime e sussidiarie, di semilavorati e di altri beni mobili, esclusi quelli strumentali, acquistati o prodotti per essere impiegati nella produzione;
  • i soggetti con compensi di cui all’art. 54, comma 1, del Testo unico delle imposte sui redditi.

Restano invece esclusi dalla misura i soggetti la cui partita IVA risulti non attiva al 25 maggio 2021 (data di entrata in vigore del decreto Sostegni bis) e gli enti pubblici di cui all’art. 74 del Testo unico delle imposte sui redditi.