Crisi energetica: la Cina al collasso aumenta l’inquinamento

Camilla
  • Dott. in Scienze della Comunicazione
08/10/2021

La Cina già conclude la svolta verde. Il paese è in forte crisi energetica per questo è stato chiesto di aumentare di 100milioni di tonnellate la produzione di carbone.

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La Cina è fortemente dipendente dal fossile, considerando che la metà dell’elettricità è alimentata dal carbone. Lo scorso anno il paese ha estratto la bellezza di 4miliardi di tonnellate di carbone, ad oggi la Cina si è imposta di raggiungere la neutralità climatica entro il 2060.

Cina: crisi dell’elettricità

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La Cina decide quindi di rimandare tra qualche anno la svolta verde in favore dell’ambiente. Il paese sta vivendo una grave crisi energetica che ha provocato diversi blackout, rischiando di compromettere anche l’attività produttiva, per questo è stato chiesto alle miniere di tutto il paese di incrementare la produzione di circa 100milioni di tonnellate.

In questo ultimo periodo, la Cina ha scelto di privilegiare il gas, fossile meno inquinante rispetto al carbone, per dare energia alla ripresa, ma purtroppo questo ha comportato un aumento dei prezzi del fossile stesso sul mercato mondiale. Tutti gli accorgimenti in favore dell’ambiente, tanto cari al presidente Xi Jinping, sono falliti davanti ai contraccolpi economici. Secondo gli esperti la Cina ha ben poco da fare, la paura è che l’utilizzo e l’aumento della produzione di carbone, per fronteggiare la crisi, diventi una misura definitiva e non temporanea. Il vero rischio è che l’incremento dell’uso di carbone diventi strutturale e non di breve termine.

La Cina: incremento del 10% sulla produzione carbone

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Il paese ha richiesto l’aumento del 10% della produzione di carbone, pari a 100milioni di tonnellate del fossile, a tutte le 72 miniere sparse per la Mongolia. La Cina è fortemente dipendente da questo fossile, in quanto circa la metà dell’elettricità prodotta deriva proprio dal carbone. L’anno scorso sono stati estratti circa 4 miliardi di tonnellate del fossile.

Il paese si era prefissato di raggiungere la neutralità climatica (saldo zero tra emissioni e recupero di Co2) entro il 2060, dieci anni dopo i paesi Europei. L’impegno della Cina e quindi il raggiungimento dell’obiettivo prefissato è fondamentale per tutto il globo in quanto è il paese che emette più quantità di Co2 a livello globale, con 10 miliardi di tonnellate ogni anno. Intanto le quotazioni del gas naturale, in Europa, sono in rialzo. Ad esempio ad Amsterdam il prezzo sale del 6,6% a 103 euro al megawatt/ora dopo che ieri era sceso a 96,51 euro.