Crisi energetica: qual è il futuro del legno?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
16/09/2022

Come è possibile che il futuro del legname sia direttamente legato a quello della crisi energetica in atto in questi mesi? Stando a quanto comunicato dall’Unione Europea, la Commissione si deve ancora esprimere sulla direttiva Red III e sulla proroga dei contributi a favore delle imprese: si teme una crisi imminente su questo settore.

Legno

Dopo quanto sta accadendo in Russia seguentemente alla guerra in Ucraina, ad essere al momento sconfitta è l’Europa, sempre più affamata di energia e con sempre meno denaro per pagarla. La Commissione Europea è stata chiamata ad esprimersi sulla nuova direttiva Red III, che affronta la questione delle energie rinnovabili.

La vicenda sul legno coinvolge i paesi esportatori, del Nord e dell’Est Europa, insieme a quelli produttori di energia, come ad esempio l’Italia. Approfondiamo insieme la questione.

Crisi energia: colpito anche il settore del legname

Legno

In tempi in cui l’energia ha un costo salatissimo, per produrne si ritorna ai vecchi metodi quali appunto bruciare il legno o altri combustibili. Il problema è che questi materiali da ardere, che siano segature o legno cippato, hanno avuto un aumento i prezzo spropositato, dell’ordine del 500% in determinati casi. Per non parlare del pellet, che ha ormai raggiunto i mille euro a tonnellata.

La situazione attuale del settore viene così spiegata da Paolo Fantoni, presidente di Assopannelli:

Il settore del legno, e in particolare l’industria europea del pannello, soffre per la scarsità di materia prima. Alcune aziende sono arrivate a interrompere temporaneamente le produzioni, con il rischio concreto di far venir meno alla filiera del mobile il necessario rifornimento.

Legname: tra Europa ed ecologia

Legno

Per risolvere la spinosa questione del prezzo del legname, è ovviamente chiamata ad intervenire la Commissione Europea che dovrà effettuare degli interventi mirati atti a limitare gli aumenti di prezzo. Il fatto che un compromesso possa essere trovato è quanto si auspica il presidente di Assopannelli, che si lega ai contributi da versare alle imprese.

In questo contesto non va tralasciata la lotta al cambiamento climatico e per l’ecologia, di cui L’Ue si fa paladina da anni ormai. Il legno venduto infatti dovrà provenire da zone non disboscate o deforestate.