Crisi in Ucraina e calcio: il Chelsea è in vendita

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
03/03/2022

La guerra in Ucraina ha portato alla messa in vendita del club campione d’Europa e del Mondo: il Chelsea non sarà più di proprietà di Roman Abramovich. L’oligarca he infatti deciso di lasciare la guida del club, che ora è stato ufficialmente messo in vendita al miglior offerente. 

Calcio

Tra gli effetti della guerra in Ucraina, ve ne sono alcuni che stanno impattando fortemente il mondo dello sport. Le federazioni di quasi tutti gli sport hanno deciso di escludere atleti e sportivi russi e bielorussi dalle competizioni. Ciò ha colpito inevitabilmente anche il mondo del calcio, con le squadre di club russe e nazionali escluse da tutte le competizioni.

Le conseguenze arrivano però a toccare anche le presidenze di club illustri: addirittura il club più forte del Mondo è destinato a veder cambiare il Presidente. Roman Abramovich ha deciso di lasciare la guida del Chelsea, che ora è in vendita.

Abramovich lascia il Chelsea: chi sarà il nuovo Presidente?

serie a calcio

Mettere in vendita il club di calcio campione d’Europa e del Mondo sembra essere una follia, ma non se si realizza che il Presidente uscente sia uno degli oligarchi più vicini a Vladimir Putin. La decisione di lasciare il club è avvenuta spontaneamente, anche se si teme che questa sarebbe stata quasi obbligata con il passare dei giorni.

Ad ogni modo, la messa in vendita di club così importanti è tutt’altro che semplice, se si considera poi il panorama d’incertezza in cui siamo immersi ora, è assai complicato trovare qualcuno disposto ad investire ingenti cifre di denaro. Tra i papabili acquirenti vi è l miliardario svizzero Hansjorg Wyss, fondatore della società di dispositivi medici Synthes Usa.

Dove finirà il denaro incassato da Abramovich per la cessione?

raiola calcio italia

Stando alle parole dell’ormai ex Presidente del Chelsea Abramovich, tutte le somme che incasserà dalla cessione del club saranno devolute a delle Onlus impegnate a risarcire ed assistere le vittime della sanguinosa guerra in scena in Ucraina. Si tratta di una mossa molto audace, che rende onore all’uomo d’affari russo.

Scenari del genere potrebbero accadere di nuovo, soprattutto perché l’economia russa è stata messa in ginocchio dalle sanzioni UE, tanto da far crollare la borsa di Mosca e il valore del Rublo in pochissimi giorni.