Crollo dei versamenti per le pensioni integrative

A causa della crisi sono in molti i lavoratori che si trovano a dover interrompere il pagamento dei fondi di previdenza complementare. Vediamo le motivazioni principali alla base della sospensione dei versamenti.

La crisi ha portato diverse famiglie italiane a ritrovarsi senza liquidità e questo ha influito negativamente anche sui fondi pensione.

Secondo quanto rilevato dalla COVIP, la Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione, in questo periodo di difficoltà economiche ben 1,2 milioni di lavoratori hanno sospeso il pagamento dei fondi di previdenza complementare che hanno sottoscritto.

L’importanza dei fondi pensionistici

Ritenendo il trattamento pensionistico offerto dall’Inps insufficiente a garantire un futuro tranquillo, sono molti i lavoratori in Italia che sottoscrivono un fondo pensione integrativo.

Secondo i dati forniti dalla COVIP, la Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione, al termine del 2012 erano più di 5,8 milioni i lavoratori italiani ad aver sottoscritto una previdenza complementare.

Rispetto al 2011 c’è stato un aumento del 6%, non male visto le difficoltà economiche in cui versano diverse famiglie. Un dato che potrebbe essere inteso come una mancanza di fiducia da parte degli italiani rispetto alle garanzie offerte dal sistema pensionistico dell’Inps. Avendo meno certezze su come si andrà in pensione, molti considerano i fondi pensionistici come un’àncora di salvataggio.

Fondi pensionistici: problemi con i pagamenti

Purtroppo c’è da fare i conti anche con la realtà che parla di una crisi sempre più profonda e che non accenna a diminuire.

Se da un lato, quindi, si sottoscrivono i fondi pensione, dall’altro c’è la difficoltà a onorare i pagamenti. E sempre secondo la Covip, ben 1,2 milioni di lavoratori nell’ultimo anno hanno sospeso i versamenti.

Nonostante questo, nell’anno precedente sono stati accumulati oltre 104 miliardi di euro, con un rendimento che si è assestato tra l’8 e il 9%, un risultato di molto superiore, quindi, alla rivalutazione del TFR che è stata del 2,9%, in calo rispetto al 3,5% del 2011. A favorire i buoni risultati ha contribuito molto la ripresa dei mercati finanziari.

Luca Paolucci
Laurea in Economia e Management
Laureando in Management Internazionale
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