Decontribuzione per il Sud: le novità dalla Legge di Bilancio

Arrivano buone notizie per le imprese del Mezzogiorno, direttamente dalla nuova Legge di Bilancio. Sono previste infatti delle importanti decontribuzioni sul fronte fiscale, che ammontano a circa il 30%. Vediamo tutto quello che c’è da sapere e quali sono le novità per il 2022.

Imprese, Donne

Il Sud dell’Italia è nota per essere l’area geografica più in difficoltà sia a livello economico che sociale. I recenti governi che si sono succeduti hanno cercato di assistere l’area con decreti e stanziamento fondi ad hoc, istituendo addirittura un Ministero apposito.

Nel decreto di Agosto 2020 sugli sgravi fiscali, sono stati istituite delle decontribuzioni fiscali per le imprese del 30%, certificate e prorogate dalla Legge di Bilancio. La nuova scadenza ora si attesta essere al 31 Dicembre 2029, ma solo su approvazione della Commissione Europea.

Approfondiamo insieme la questione.

Decontribuzioni Sud: cosa sono esattamente?

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In cosa consistono le decontribuzioni per il Sud? Si tratta di un’agevolazione studiata per i datori di lavoro privati, che avranno un esonero dal pagamento contributivo per una percentuale pari al 30%. Rimangono chiaramente escluse le contribuzione a favore delle prestazioni pensionistiche.

Il taglio alle contribuzioni spetta a tutti i datori di lavoro che svolgono attività economica situata nel Mezzogiorno. A questi spetteranno, secondo le nuove disposizioni della Manovra, le seguenti decurtazioni:

  • 30% della contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro sino al 31 dicembre 2025*;
  • 20% per gli anni 2026 e 2027;
  • 10% per gli anni 2028 e 2029.

Decontribuzioni Sud: come fare richiesta?

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Vediamo ora come fare richiesta per ottenere la decontribuzione del decreto Agosto. La richiesta deve essere inviata all’INPS solo se il richiedente sia in possesso dei requisiti. Il principale è quello geografico, ossia l’azienda doveva trovarsi in un territorio che nel 2018 doveva avere un PIL inferiore al 75% della media dell’Unione Europea.

Stando alle rilevazioni effettuate, tali Regioni sono le seguenti:

  • Sicilia;
  • Sardegna;
  • Puglia;
  • Calabria;
  • Basilicata;
  • Campania;
  • Umbria;
  • Abruzzo
  • Molise.

Si attende ancora il benestare definitivo da parte della Commissione Europea, ma le domande possono essere già inoltrate presso il sito dell’INPS.

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