Decreto Aiuti bis: novità per i dipendenti pubblici

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
14/09/2022

Il nuovo decreto Aiuti dovrebbe essere approvato in queste ore dal governo, andando ad introdurre una serie di novità importanti per gli italiani. Tra queste, è dell’ultim’ora la presenza del tetto agli stipendi pubblici, il cui limite di 240 mila euro verrà definitivamente tolto. Cosa cambierà con questa novità?

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La notizia ha iniziato a circolare in queste ore, causando delle reazioni contrastanti nel mondo politico e del lavoro: il tetto massimo di 240 mila euro agli stipendi pubblici è stato definitivamente tolto dal governo con il nuovo decreto Aiuti. La nuova deroga infatti permette di erogare stipendi superiori all’attuale limite di 240 mila euro.

Tale misura non troverebbe il benestare del premier Draghi. Vediamo cosa cambierò nel seguente articolo.

Tetto agli stipendi pubblici: novità in extremis

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Il tetto agli stipendi dei lavoratori pubblici, che in origine era fissato a 240 mila euro, è stato tolto con il nuovo decreto Aiuti, approvato in queste ore dal Governo. Stand a quanto riportato dagli esperti di politica, la misura è stata letteralmente infilata all’ultimo nel decreto. Ma questa introduzione non è esente da colpe e da critiche.

Il governo e le istituzioni infatti hanno mostrato tutto il loro dissenso per le modalità con cui tale riforma è stata inserita in un decreto così importante per gli italiani.

Via la tetto degli stipendi pubblici: cosa cambia?

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Vediamo ora quali saranno le novità del via al tetto degli stipendi pubblici massimi con l’approvazione del nuovo decreto Aiuti. Tutti i soggetti interessati dalla novità, potranno vedere che le voci che si andranno ad aggiungere allo stipendio, potranno superare il limite massimo fissato introdotto a fine 2011, quando il decreto Salva-Italia (Dl 201/2011, articolo 23-ter) rappresentò l’esordio del governo Monti nella battaglia contro il rischio default del Paese.

La nuova misura è stata fortemente criticata dal premier Draghi, che si è mostrato contrario alle modalità e alla misura in sé. Questa infatti andrà a facilitare la carriera di Forze militari e ministeri.