Decreto Carburanti 2023: cosa cambia dal 15 gennaio

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
15/01/2023

Il decreto Carburanti è stato firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e pubblicato in Gazzetta ufficiale. Vediamo insieme cosa prevede il decreto.

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto Carburanti, il quale è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale.

Il testo era stato approvato dal Consiglio dei ministri alcuni giorni fa, per poi essere nuovamente modificato in seguito alle proteste sul caro benzina.

Vediamo insieme quali sono le misure inserite all’interno del decreto Carburanti.

Decreto carburanti 2023: tutti gli interventi

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Obbligo di esporre il prezzo medio al distributore

All’interno del decreto è stato introdotto l’obbligo per i benzinai di esporre alla pompa il prezzo medio dei carburanti, calcolato Regione per Regione e determinato quotidianamente dal ministro delle Imprese, su un cartello apposito.

“La frequenza, le modalità e la tempistica delle comunicazioni” sarà stabilita “entro 15 giorni dall’entrata in vigore del decreto” e in seguito i benzinai potranno adeguare i propri cartelloni entro 15 giorni.

Sono previste delle sanzioni per coloro che non rispettano l’obbligo. Se la Guardia di Finanza dovesse verificare che un distributore non ha comunicato il proprio prezzo o non ha messo in mostra la media regionale calcolata dal ministero, ci sarà una multa che può andare da 500 a 6mila euro. Successivamente alla terza violazione, potrà essere applicata anche la sospensione dell’attività, per un periodo che va da 7 giorni a 90 giorni.

Bonus benzina 200 euro confermato

Per il 2023 resta in vigore la possibilità per i datori di lavoro di erogare ai propri dipendenti il bonus benzina fino a 200 euro. Sono esclusi dalla misura i dipendenti del settore pubblico, così come i liberi professionisti e in generale chiunque non ha un rapporto di lavoro dipendente.

Tolta l’accisa mobile

Nel decreto c’è anche l’apertura del governo al taglio delle accise. Il governo Meloni ha deciso di recuperare il meccanismo di “accisa mobile” previsto dalla Legge di Bilancio del 2008, che introduce la possibilità per il ministero dell’Ambiente di intervenire con una riduzione delle tasse sul carburante, se ci saranno alcune specifiche condizioni.

Bonus trasporti confermato per i pendolari

Il bonus da 60 euro per l’abbonamento al trasporto pubblico è rifinanziato con 100 milioni di euro. Tuttavia, l’agevolazione spetterà a coloro che sono in possesso di un reddito inferiore ai 20mila euro, rispetto ai 35mila euro inizialmente previsti.

Il voucher sarà nominativo, sarà utilizzabile per l’acquisto di un solo abbonamento, non sarà cedibile, non costituirà reddito imponibile e non rileverà al fine del computo del valore dell’indicatore Isee.

Controlli più stringenti sui distributori

Nel decreto, si stabilisce anche che saranno più forti i collegamenti tra l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Antitrust) e il Garante per la sorveglianza dei prezzi, le quali dovranno sorvegliare e fermare sul nascere eventuali tentativi di speculazione sul prezzo del carburante.

In più, si rafforzerà anche il legame tra Garante dei prezzi e Guardia di Finanza, che sarà l’autorità impegnata concretamente nei controlli.