Decreto Lavoro: ecco tutte le novità

Il governo Meloni ha approvato il nuovo decreto lavoro, fortemente voluto per dare una forte scossa al settore e introdurre importanti novità. Questa vanno infatti dai fringe benefits fino al così detto bonus estate. Approfondiamo insieme la questione nel seguente articolo. 

Decreto Lavoro: ecco tutte le novità

La Camera ha approvato il Decreto Lavoro, proposto dal governo Meloni il Primo maggio, trasformandolo in legge. La votazione ha registrato 154 voti a favore, 82 contrari e 12 astenuti, con il gruppo Azione-Italia Viva che ha annunciato di non voler partecipare al voto. Tra le grandi novità vi è la conferma della sostituzione del Reddito di Cittadinanza con l’Assegno di inclusione.

Rdc: via all’era dell’Assegno d’inclusione

Decreto Lavoro: ecco tutte le novità

Dopo quattro anni è finita l’era del Reddito di Cittadinanza, misura che è stata definitivamente sostituite da una nuova: l’Assegno d’Inclusione. La nuova misura prevede l’applicazione di specifici parametri e si prevede una riduzione del numero di beneficiari. L’ISEE per accedervi deve essere di 9.360 euro ma bisogna rispettare determinati requisiti reddituali e patrimoniali.

Contratti di lavoro: cosa cambia?

Le novità non finiscono qui: vi sono anche delle nuove previsioni per quanto riguarda i contratti di lavoro. Quelli a tempo determinato potranno essere rinnovati per un massimo di 24 mesi, ma solo a causa di emergenze. Tale previsione è stata oggetto di molte critiche in quanto si teme che possa aumentare la precarietà.

Scuola-lavoro: ecco le novità

Anche il settore della scuola-lavoro potrebbe subire delle importanti novità. Il ministro Valditara si impegna a rendere i percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento più sicuri. Le aziende devono compilare un formato apposito in cui vengono valutati i rischi per lo studente.

Novità per lo smart-working

Decreto Lavoro: ecco tutte le novità

Anche lo smart-working subisce delle importanti novità, molto attese per coloro che ne hanno usufruito nel corso di questi ultimi anni. Il decreto estende la possibilità di utilizzarlo fino al 31 Dicembre 2023. Per altre categorie di lavoratori questa previsione non si applica, in quanto dipende direttamente dagli accordi con l’azienda.

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