Decreto Ristori 2021: novità e beneficiari

Il Governo Draghi è già al lavoro sul decreto Ristori 5: il Fisco sarà in primo piano ma sono molte le novità previste nel provvedimento. Dai contributi a fondo perduto alla pace fiscale, vediamo insieme le nuove misure e i contribuenti coinvolti.

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Il Governo Draghi ha ripreso i lavori per la definizione del nuovo decreto Ristori. Al centro del provvedimento ci sarà sicuramente il Fisco, con novità importanti sia per quanto riguarda l’approccio ai contributi a fondo perduto che per le rate in scadenza della pace fiscale.

Per il decreto in questione è stato già approvato uno scostamento di bilancio di 32 miliardi di euro, con il Ministero dell’Economia e delle Finanze che si è posto l’obiettivo di riattivare in tempi brevi la simultaneità tra obblighi di chiusura e aiuti economici.

Vediamo insieme le principali novità fiscali previste nel decreto Ristori 5 e i beneficiari di queste nuove misure.


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Decreto Ristori 5: le novità sui contributi a fondo perduto

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Nel nuovo decreto Ristori, su cui è attualmente al lavoro il Governo, saranno previste numerose novità in tema di misure fiscali.

In primis, il provvedimento dovrebbe cambiare l’approccio ai contributi a fondo perduto:

  • il calo di fatturato preso in considerazione non sarà più relativo a un solo mese ma a tutto l’anno (aprile 2019 – aprile 2020);
  • tra i beneficiari si sta pensando di includere anche i professionisti iscritti agli Ordini;
  • dovrebbe essere superato il sistema dei codici ATECO per l’assegnazione dei benefici.

Su quest’ultimo punto il Governo sta ancora ragionando, poiché se da un lato si avrebbe una platea più numerosa di beneficiari, dall’altro sarebbe senza dubbio più difficile strutturare le procedure di richiesta e accredito.

Per quanto riguarda, invece, il meccanismo di calcolo dei contributi, l’ipotesi è di basarlo su una perdita di fatturato superiore al 33% su tutto il 2020.

Decreto Ristori 5: le altre novità fiscali

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Ma ci sono anche altre novità fiscali nel nuovo decreto Ristori. La prima riguarderebbe la pace fiscale, la misura prevista per consentire ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione con il Fisco versando le imposte non pagate senza vedersi applicare sanzioni o interessi.

Il Governo starebbe prendendo in considerazione l’ipotesi di una proroga delle rate della pace fiscale in scadenza il 1° marzo. Considerando i sette appuntamenti annuali (cinque per la rottamazione delle cartelle e due per saldo e stralcio), l’idea sarebbe quella di procedere ad un allineamento delle scadenze delle rate della pace fiscale al 30 aprile, data in cui è attualmente prevista la fine dello stato di emergenza. Un rinvio, quindi, di due mesi.


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Per quanto riguarda, invece, i 50 milioni di atti e cartelle rimasti sospesi durante il periodo di emergenza, il MEF starebbe pianificando un piano di dilazione in due anni, in modo da permettere una ripartenza graduale della macchina del Fisco.

Infine, tra le possibili novità fiscali del decreto Ristori 5 potrebbe esserci la previsione di un bonus per quei lavoratori precari che non possono accedere alla cassa integrazione e un nuovo round di indennità per le partite IVA.

 

 

 

 

 

Luca Paolucci
Laurea in Economia e Management
Laureando in Management Internazionale
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