Decreto Sostegno: chi può chiedere gli aiuti

Il decreto Ristori 5 si chiamerà decreto Sostegno. Draghi abbandona la strada intrapresa dal vecchio Esecutivo: le misure di sostentamento non verranno più assegnate in base ai codici ATECO, per accedervi basterà disporre di una partita Iva. Si amplia la platea dei beneficiari.

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Decreto Sostegno: questo il nome deciso da Draghi  per il provvedimento che sostituirà il vecchio decreto Ristori. Sarà il primo di una lunga serie di decreti volti a sorreggere tutte quelle attività colpite nel profondo dall’emergenza sanitaria.

La prima grande differenza con il vecchio Esecutivo si avrà nei criteri di assegnazione degli aiuti: le misure di sostentamento previste dal decreto Sostegno non saranno più elargite sulla base del sistema dei codici ATECO ma sarà sufficiente l’esistenza di una partita Iva.

Si allarga in questo modo la platea dei beneficiari. Vediamo insieme chi potrà chiedere gli aiuti economici.


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Decreto Sostegno: chi saranno i beneficiari?

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Il decreto Sostegno, ex decreto Ristori 5, sarà il primo provvedimento dell’era Draghi volto a dispensare aiuti economici alle attività in difficoltà a causa dell’emergenza da Covid-19.

La misura, attesa ormai da oltre due mesi, dovrebbe esser presto firmata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. E al suo interno non mancheranno le novità.

Prima fra tutte, cambierà la modalità di assegnazione dei benefici. Con un grande segnale di discontinuità rispetto al precedente Esecutivo, le misure previste nel decreto Sostegno non verranno più distribuite secondo il meccanismo dei codici ATECO basato sulla tipologia di attività economica.

Per poter accedere agli aiuti, infatti, sarà sufficiente disporre di una partita Iva, accompagnata da una certificazione di perdite reali da parte dell’azienda.

In questo modo si amplia notevolmente la platea dei beneficiari, a cui entreranno a far parte anche tutti quei professionisti esclusi dai precedenti decreti Ristori.

Decreto Sostegno: le altre novità

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Un’altra importante novità presente nel decreto Sostegno riguarderà le modalità di calcolo dei ristori.

Il calo del fatturato del 33% (necessario per accedere alle misure di sostentamento) sarà osservato su base annuale e non più mensile: non sarà più aprile il periodo di riferimento ma verrà considerata la perdita avvenuta dal 2019 al 2020.


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Tra le altre novità presenti nel decreto Sostegno, inoltre, spicca la proroga dello stop ai pagamenti delle cartelle esattoriali e l’estensione fino al 31 dicembre 2021 della cassa integrazione, misura quest’ultima attuata per attenuare i rischi di disoccupazione in un’emergenza di cui non si vede ancora la fine.

Per il nuovo decreto ricordiamo che è già stato ratificato uno scostamento di bilancio di 32 miliardi di euro, approvato dal Parlamento lo scorso 20 gennaio.

In attesa di passi avanti ufficiali da parte del Governo, è stata indetta per la giornata di oggi lunedì 1° marzo una protesta delle partite Iva.

Luca Paolucci
Laurea in Economia e Management
Laureando in Management Internazionale
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