Decreto trasparenza 2022: cos’è e cosa prevede

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
14/08/2022

Dal 13 agosto è entrato in vigore il Decreto trasparenza. Il provvedimento obbliga i datori di lavoro e le famiglie alla ricerca di personale domestico a fornire una comunicazione più dettagliata sulle condizioni del lavoro. Vediamo insieme di cosa si tratta.

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Ieri, 13 agosto, è entrato in vigore il decreto legislativo 104/2022, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 29 luglio.

Conosciuto anche come Decreto trasparenza, quest’ultimo recepisce le direttive dell’Unione Europea in materia di lavoro. Nello specifico, il provvedimento obbliga l’azienda a fornire al lavoratore tutte le informazioni sulle condizioni del lavoro.

Vediamo insieme cosa prevede il decreto.

Decreto trasparenza 2022: tutti gli obblighi previsti

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Le nuove regole previste dal Decreto trasparenza si rivolgono sia ai datori di lavoro che alle famiglie alla ricerca di personale domestico. Questi, infatti, dovranno fornire una comunicazione molto più dettagliata, all’interno della quale dovranno essere presenti le seguenti informazioni:

  • identità delle parti, anche quella del co-datore se presente;
  • luogo di lavoro;
  • sede o il domicilio del datore;
  • inquadramento, il livello e la qualifica del lavoratore;
  • data dell’inizio del rapporto di lavoro e quella di fine se questo è a termine;
  • tipologia del rapporto di lavoro;
  • importo iniziale della retribuzione, o il compenso e i relativi elementi costitutivi, con l’indicazione del periodo e della modalità di pagamento;
  • durata del periodo di prova, dove previsto;
  • diritto a ricevere la formazione erogata dal datore di lavoro, se prevista;
  • durata dei congedi per ferie e altri congedi retribuiti.

Decreto trasparenza 2022: da quando, sanzioni e come fare la comunicazione

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Il decreto Trasparenza è in vigore dal 13 agosto 2022 e si applica ai rapporti di lavoro in essere al 1° agosto 2022. L’inosservanza dei nuovo obblighi comporta l’applicazione di una sanzione da 250 a 1.500 euro per ogni lavoratore nei confronti del quale non risultano rispettati i nuovi criteri informativi.

Le informazioni possono essere fornite al lavoratore sia in formato cartaceo che elettronico.

Il decreto Trasparenza trova applicazione non solo nei confronti dei rapporti di lavoro subordinato, compreso quelli di lavoro agricolo, a tempo indeterminato e determinato, anche a tempo parziale ma anche per:

  • contratto di lavoro somministrato
  • contratto di lavoro intermittente
  • collaborazioni etero-organizzate
  • collaborazioni coordinate e continuative
  • contratti di prestazione occasionale.

Inoltre, si applica verso rapporti di lavoro marittimo e della pesca, domestico e con le pubbliche amministrazioni.