Dichiarazione dei Redditi 2022: cosa fare se non si rispetta la scadenza

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureato in Management Internazionale
25/09/2022

Si avvicinano le scadenze per l’invio della Dichiarazione dei redditi 2022. Ma cosa succede se non si rispetta il termine ultimo per presentare il documento? La normativa in vigore consente di ovviare all’eventuale mancanza entro 90 giorni, prima di incorrere nelle sanzioni. Vediamo tutti i dettagli nel seguente articolo.

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Dichiarazione dei Redditi 2022: sempre più vicine le scadenze per la presentazione del documento. Ma cosa succede se non lo si presenta entro la data prestabilita?

Il legislatore ha definito un meccanismo sanzionatorio per gradi che si attiva sia in caso di mancata presentazione del documento, sia qualora vengano omessi importanti dati o informazioni reddituali.

Vediamo insieme tutti i dettagli a riguardo.

Dichiarazione dei Redditi 2022: arrivano le scadenze

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La scadenza per la presentazione della Dichiarazione dei Redditi varia in base alla tipologia di documento prescelto:

  • chi ha optato per il modello 730, anche precompilato, ha tempo fino al 30 settembre 2022 per trasmettere la dichiarazione all’Agenzia delle Entrate (ricordiamo che quest’anno la messa a disposizione del modello 730 precompilato online ci sarà a partire dal 23 maggio e non dal 30 aprile, come invece avvenuto negli scorsi anni):
  • chi invece ha scelto il modello Redditi Persone Fisiche ha tempo fino al 30 novembre 2022 per trasmettere il documento (il termine ultimo del 30 novembre è valido anche per i modelli Redditi Società di Capitali, Redditi Società di Persone e Redditi Enti non commerciali).

Ma cosa succede se non si esegue l’adempimento entro il termine ultimo? La Dichiarazione dei Redditi viene definita omessa:

  • se le imposte evase superano i 50.000 euro;
  • se non viene presentata entro 90 giorni dalla scadenza.

Il meccanismo sanzionatorio

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In caso di Dichiarazione dei redditi omessa si va incontro a pesanti sanzioni amministrative e penali.

La sanzione amministrativa parte da un minimo del 120% ad un massimo del 240% dell’ammontare delle imposte dovute (con un’imposta minima dovuta pari a 250 euro). Qualora non siano dovute imposte è prevista una sanzione compresa tra 250 e 1.000 euro, che può essere aumentata fino a raddoppiare nei confronti dei soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili.

La sanzione penale, invece, scatta nel caso in cui le ritenute non versate siano superiori a 50.000 euro. Il decreto Fiscale 2020, infatti, ha introdotto la reclusione:

  • da un minimo di un anno e sei mesi ad un massimo di quattro anni per chi evade le imposte sui redditi e non presenta le dichiarazioni relative per imposte evase superiori a 50.000 euro;
  • da un minimo di un anno e sei mesi ad un massimo di quattro anni per chi non presenta la dichiarazione di sostituto d’imposta, sempre quando la somma evasa supera i 50.000 euro.