Dichiarazione dei Redditi 2022 in scadenza: le sanzioni per chi non la presenta

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureato in Management Internazionale
15/11/2022

Entro il prossimo 30 novembre bisognerà inviare la Dichiarazione dei redditi 2022. Ma cosa accade se non si rispetta la scadenza per presentare il documento? La normativa attuale consente di regolarizzare la propria posizione entro 90 giorni, prima di incorrere nelle sanzioni. Vediamo nel dettaglio cosa bisogna fare.

closeup-of-business-woman-making-notes-in-document-min (1)

Dichiarazione dei Redditi 2022: c’è tempo fino al 30 novembre per la presentazione del documento. Chi non rispetta la scadenza incorre nel meccanismo sanzionatorio messo in piedi dal legislatore, che si attiva sia in caso di mancata presentazione del documento, sia qualora vengano omessi importanti dati o informazioni reddituali.

Vediamo insieme tutti i dettagli a riguardo.

Dichiarazione dei Redditi 2022: arrivano le scadenze

office-with-documents-money-accounts-min

Si avvicina l’ultima scadenza dell’anno per la presentazione della Dichiarazione dei Redditi 2022, dopo quella dello scorso 30 settembre relativa al modello 730.

Chi è tenuto a presentare il modello Redditi Persone Fisiche, invece, ha tempo fino al prossimo 30 novembre per trasmettere il documento (il termine ultimo del 30 novembre è valido anche per i modelli Redditi Società di Capitali, Redditi Società di Persone e Redditi Enti non commerciali).

Ma cosa succede se non si esegue l’adempimento entro il termine ultimo? La Dichiarazione dei Redditi viene definita omessa:

  • se le imposte evase superano i 50.000 euro;
  • se non viene presentata entro 90 giorni dalla scadenza.

Le sanzioni per chi non invia la dichiarazione

money-1005464_1920

In caso di Dichiarazione dei redditi omessa si va incontro a pesanti sanzioni amministrative e penali.

La sanzione amministrativa parte da un minimo del 120% ad un massimo del 240% dell’ammontare delle imposte dovute (con un’imposta minima dovuta pari a 250 euro). Qualora non siano dovute imposte è prevista una sanzione compresa tra 250 e 1.000 euro, che può essere aumentata fino a raddoppiare nei confronti dei soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili.

La sanzione penale, invece, scatta nel caso in cui le ritenute non versate siano superiori a 50.000 euro. Il decreto Fiscale 2020, infatti, ha introdotto la reclusione:

  • da un minimo di un anno e sei mesi ad un massimo di quattro anni per chi evade le imposte sui redditi e non presenta le dichiarazioni relative per imposte evase superiori a 50.000 euro;
  • da un minimo di un anno e sei mesi ad un massimo di quattro anni per chi non presenta la dichiarazione di sostituto d’imposta, sempre quando la somma evasa supera i 50.000 euro.