Dichiarazione dei redditi: quale modello utilizzare?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
03/06/2022

Per tutti coloro che ancora devono presentare la dichiarazione dei redditi è bene essere a conoscenza di tutte le metodologie di modello presenti nell’ordinamento da poter utilizzare. Dal modello 730 precompilato a quello standard, passando per il PF: vediamo quali sono le differenze.

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Fare la dichiarazione dei redditi in modo corretto e nel minor tempo possibile è assolutamente consigliato, onde evitare di dover andare incontro a multe e sanzioni per non aver utilizzato il modello corretto o aver commesso degli errori. Per ridurre al minimo questo rischio, vi presentiamo di seguito una guida per conoscere per filo e per segno tutte le differenze che vi sono tra i modelli da utilizzare.

Dichiarazione dei redditi: chi deve utilizzare il 730?

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Il modello per eccellenza da utilizzare per la dichiarazione dei redditi è il modello 730: vediamo come funziona e chi è tenuto ad utilizzarlo. Ecco la lista di coloro che devono utilizzare il modello 730:

  • pensionati o lavoratori dipendenti;
  • persone che percepiscono indennità sostitutive di reddito;
  • soci di cooperative di produzione e lavoro;
  • sacerdoti della Chiesa cattolica;
  • giudici costituzionali, parlamentari nazionali e altri titolari di cariche pubbliche elettive (consiglieri regionali, provinciali, comunali, ecc.);
  • persone impegnate in lavori socialmente utili;
  • lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato per un periodo inferiore all’anno.
  • personale della scuola con contratto di lavoro a tempo determinato;
  • lavoratori che posseggono soltanto redditi di collaborazione coordinata e continuativa;
  • produttori agricoli esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta (Mod. 770), Irap e Iva.

Chi deve usare invece il modello PF?

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Vediamo ora chi è tenuto a presentare il modello PF. Questo ha un meccanismo più complesso rispetto al 730, ma allo stesso tempo è anche più completo in quanto consente di dichiarare ogni forma di reddito. Questo può anche essere utilizzato per correggere eventuali errori effettuati nella compilazione del modello 730 classico.

Anche questo però necessità di far parte di determinate categorie, ossia coloro che nel 2021 hanno percepito:

  • redditi derivanti da produzione di «agroenergie» oltre i limiti previsti;
  • redditi d’impresa;
  • redditi di lavoro autonomo;
  • redditi di lavoro da soci delle cooperative artigiane;
  • redditi «diversi», non compresi tra quelli indicati nel quadro D, righi D4 e D5;
  • plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate, o derivanti dalla cessione di partecipazioni non qualificate in società residenti in Paesi o territori a fiscalità privilegiata;
  • redditi provenienti da «trust»;
  • nel 2021 e/o nel 2022 non sono residenti in Italia;
  • devono presentare anche una delle seguenti dichiarazioni: Iva, Irap, Mod. 770 (sostituti d’imposta);
  • utilizzano crediti d’imposta per redditi prodotti all’estero diversi da quelli di cui al rigo G4;
  • devono compilare il prospetto degli Aiuti di Stato;
  • persone che sono assoggettate alla disciplina prevista per i “pensionati esteri nel Mezzogiorno” prevista nell’articolo 24 ter del Tuir (imposta sostitutiva dell’Irpef calcolata in modo forfettario al 7% (flat tax);
  • coloro che destinano a locazione più di 4 appartamenti.