Dichiarazione IRAP 2023, approvato il modello: chi deve pagare?

Novità importanti sulla dichiarazione IRAP 2023. Dopo l’approvazione del modello da parte dell’Agenzia delle Entrate con il provvedimento n. 55548 del 28 febbraio, in data 28 aprile sono state approvate anche le specifiche tecniche per l’invio dei dati alle regioni. Vediamo insieme tutti i dettagli.

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L’IRAP è l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive ed è dovuta per l’esercizio abituale di una attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi.

Come comunicato dall’Agenzia delle Entrate, sono stati approvati sia il modello da utilizzare che le specifiche tecniche per l’invio dei dati alle regioni: vediamo nel seguente articolo chi deve pagare e quali sono le scadenze per il 2023.

IRAP 2023: le novità

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È stato approvato il modello definitivo per il pagamento dell’IRAP, l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive dovuta per l’esercizio abituale di una attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi.

Quando e come pagare

L’IRAP si versa tramite modello F24 seguendo le stesse scadenze fissate per le imposte sui redditi (IRPEF e IRES). Di seguito le scadenze da rispettare quest’anno:

  • la prima rata di acconto, pari al 40% (50% per i soggetti ISA), va pagata entro il 30 giugno 2023 se l’importo dovuto è superiore a 103 euro (oppure entro il 30 luglio 2023 con una maggiorazione dello 0,40%);
  • se l’importo del primo acconto è inferiore a 103 euro, invece, il pagamento va ultimato entro il 30 novembre 2023, al pari di quello della seconda rata di acconto, pari al restante 60% (50% per i soggetti ISA).

Chi deve pagare

Nello specifico, sono obbligati al pagamento dell’IRAP:

  • le persone fisiche che esercitano attività commerciali con redditi d’impresa (articolo 55 del Tuir), arti e professioni con redditi di lavoro autonomo (art. 53, comma 1, Tuir), allevamento di animali a determinate condizioni (vedasi art. 56, comma 5, Tuir), attività di agriturismo con regime semplificato (articolo 5 della Legge 413/1991);
  • le società semplici, in nome collettivo e in accomandita semplice e quelle equiparate (articolo 5 del Tuir), comprese le associazioni tra persone per l’esercizio di arti e professioni;
  • le società e gli enti soggetti all’Ires, quindi società per azioni, società in accomandita per azioni, Srl, società cooperative e di mutua assicurazione;
  • trust ed enti pubblici e privati diversi dalle società residenti in Italia con oggetto principale nell’esercizio di attività commerciali;
  • le società ed enti di ogni tipo non residenti, ma esercenti nelle regioni per almeno tre mesi con stabile organizzazione;
  • gli enti privati diversi da società e trust, residenti che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali;
  • gli enti non commerciali, compresi i trust, società semplici e associazioni equiparate, non residenti, ma attivi nello Stato per almeno tre mesi e rilevanti agli effetti dell’Irap;
  • le Amministrazioni pubbliche.

Le esenzioni

Sono esenti dal pagamento dell’IRAP, invece:

  • gli esercenti attività agricola ex art. 32 Tuir;
  • le cooperative e i consorzi ex art. 10 DPR 29 settembre 1973, n. 601;
  • gli esercenti aderenti al regime forfettario o di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità;
  • i venditori a domicilio soggetti a ritenuta a titolo d’imposta.

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