Dipendenti pubblici: addio allo smart working?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
28/08/2021

L’aumento delle vaccinazioni da una parte e la crescita economica è attesa per il prossim’anno per l’Italia dall’altra stanno spingendo il Ministro Brunetta a considerare di abbandonare lo smart working per i dipendenti pubblici. Analizziamo la vicenda.

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La strada sta per essere tracciata: addio allo smart working e si torna al lavoro in ufficio. Questo in particolare per i dipendenti pubblici della Pubblica Amministrazione, in quanto dovrà servire un cambio di marcia idoneo per tenere testa alla crescita economica prevista per il 2022.

Il piano è stato lanciato dal Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta che, al convegno di Forza Italia in Puglia, ha lanciato la propria idea per la ripresa.

Addio smart working: per gli statali è atteso il ritorno in ufficio

Conferenza stampa di Forza Italia sulla manovra economica

Renato Brunetta ha sottolineato l’importanza che ha avuto lo smart working, in particolare dal punto di vista organizzativo:

“Lo smart working è stata una grande innovazione organizzativa del lavoro durante la pandemia, ma adesso il Paese sta crescendo al 6% e il 6% è boom economico”.

Tale boom è stato anche sostenuto dal Superbonus 110%: le domande che stanno arrivando sono tantissime e richiedono molta forza lavoro per gestirle. Non basta, quindi, il dipende in smart working, è necessario lavorare in front office e back office.

La ripresa verso la normalità inizierà già da settembre, con il ritorno delle scuole definitivamente in presenza. Anche gli uffici pubblici dovranno adattarsi a questa linea, sperando di non dover incorrere in nuove ondate.

Settore privato: si va verso un modello misto

Digital device users spending time together

Per quanto riguarda le aziende private, la strategia che si seguirà è verosimilmente quella del ritorno al lavoro misto, alternando giornate di lavoro standard in ufficio ad altre di lavoro così detto “agile”. Vanno ancora stabiliti con esattezza quanti giorni si lavorerà in un modo e quanti in un altro, ma sono valutazioni che verranno fatte in seguito.

Il ritorno al lavoro in presenza potrebbe valere anche due punti percentuali di PIL, dunque è fondamentale pianificare il ritorno in maniera cosciente ed efficace.