Direttiva case green, prolungate le scadenze: cosa cambia

L’accordo sull’EPBD dell’Unione Europea mira a rendere gli edifici più efficienti dal punto di vista energetico, con l’obiettivo di ridurre il consumo energetico del 40% entro il 2050. Le modifiche includono il prolungamento al 2040 per porre fine alle caldaie a gas e la transizione verso edifici a emissioni zero entro il 2030.

Classe, Energetica

Il recente accordo raggiunto tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione europea, noto come direttiva EPBD, ha l’ambizioso obiettivo di migliorare l’efficienza energetica degli edifici nell’Unione Europea.

Il proposito primario è ridurre il consumo energetico del 40% entro il 2050. Tuttavia, nonostante questa meta, sono stati introdotti alcuni aggiustamenti che attenuano alcune restrizioni precedentemente fissate.

Prolungamento del termine e incentivi

Classe, Energetica

Tra le principali modifiche, c’è il prolungamento del termine per l’eliminazione delle caldaie a gas. Inizialmente prevista per il 2035, questa misura è stata spostata al 2040.

È stata mantenuta, però, l’idea di offrire incentivi per le caldaie ibride fino al 2025, come strategia di transizione verso soluzioni meno impattanti dal punto di vista ambientale.

Obbligo di edifici a emissioni zero entro il 2030

L’accordo richiede anche una significativa riduzione del consumo energetico entro il 2030 sia per gli edifici residenziali che per quelli non residenziali.

L’obiettivo è ambizioso: si richiede che gli edifici residenziali raggiungano emissioni zero entro il 2030, mentre per quelli pubblici la scadenza è stata fissata al 2028. Questa direttiva mira a rendere gli edifici più sostenibili, riducendo l’impatto ambientale delle abitazioni e degli spazi pubblici.

Eliminazione dei parametri delle classi energetiche individuali

Una delle modifiche sostanziali apportate dalla direttiva riguarda l’eliminazione dei parametri delle classi energetiche associate a ciascun singolo edificio. L’accento sarà posto sulle medie di riferimento definite da ciascuno Stato membro.

Questo cambio si prefigge di offrire una maggiore flessibilità, permettendo agli Stati di adattare le normative in base alle caratteristiche del proprio patrimonio edilizio e alla propria traiettoria di ristrutturazione.

Approvazione in sospeso dell’accordo e implicazioni future

L’accordo sull’EPBD è ancora in fase provvisoria e deve passare attraverso il processo formale di approvazione e adozione da parte del Parlamento e del Consiglio europeo.

Una volta adottata ufficialmente, questa direttiva avrà un impatto significativo sulle politiche energetiche e sul settore edile in tutta l’Unione Europea, proponendo un percorso verso edifici più sostenibili e a emissioni zero.

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