Direttiva UE Case Green: chi è escluso dall’obbligo?

Sono previste delle deroghe all’obbligo di adeguamento energetico degli edifici immobili previsto dalla Direttiva UE Case Green. Vediamo insieme chi è escluso.

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La Direttiva UE Case Green impone un obbligo di adeguamento energetico degli edifici immobiliari con l’aumento della classe energetica entro il 2030. Tuttavia, numerose deroghe sono previste fin dalla norma primaria e anche dagli Stati membri dell’Unione Europea nel recepimento nazionale della direttiva.

Vediamo insieme chi è escluso dall’obbligo di adeguamento energetico.

Direttiva UE: le deroghe all’obbligo case green

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Almeno 4 milioni di edifici in Italia possono derogare dall’obbligo di adeguamento energetico, ossia il 30% di tutti gli immobili potenzialmente interessati dalla riqualificazione energetica.

Gli esclusi dall’obbligo

La maggior parte di questi edifici (circa 3 milioni) rientra nelle categorie previste dalla Direttiva UE, poiché si tratta di edifici storici. Inoltre, altre deroghe sono previste per le case vacanza o le seconde case utilizzate per meno di quattro mesi all’anno in base al consumo energetico, i fabbricati indipendenti con una superficie coperta inferiore a 50 mq, l’edilizia sociale pubblica, gli edifici di interesse storico, i luoghi di culto e gli edifici vincolati e ricadenti in zone vincolate.

Gli Stati membri dell’UE possono anche disapplicare gli obblighi per edifici adibiti a luogo di culto e svolgimento di attività religiose, fabbricati temporanei con utilizzo non superiore a 2 anni, siti industriali, officine, depositi, edifici di servizio non residenziali a bassissimo fabbisogno energetico e di riscaldamento o raffrescamento, stazioni di approvvigionamento infrastrutturale, edifici agricoli non residenziali utilizzati in settori disciplinati da accordi nazionali di settore sulla prestazione energetica, edifici residenziali utilizzati meno di 4 mesi l’anno oppure con un consumo energetico inferiore al 25% di quello presunto annuo e fabbricati indipendenti con superficie calpestabile totale entro i 50 metri quadri.

La situazione in Italia

In Italia, circa il 74% delle abitazioni (11 milioni) si trovano in classe energetica inferiore alla D, di cui solo il 15,9% è già in classe E. I costi stimati per l’adeguamento degli impianti di riscaldamento e di produzione energetica da fonti rinnovabili per unità immobiliare vanno da un minimo di 20mila euro fino a un massimo di 80mila euro.

Il calendario di adeguamento

Il calendario di adeguamento della prestazione energetica varia a seconda del tipo di edificio e prevede zero emissioni per i nuovi edifici pubblici dal 2026, la classe E/F per gli edifici non residenziali/pubblici entro il 2027, tecnologie solari per tutti i nuovi edifici entro il 2028, zero emissioni per i nuovi edifici residenziali dal 2028, la classe D/E per gli edifici non residenziali/pubblici entro il 2030 e la classe E per gli edifici residenziali

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