Divieto plastica monouso: come funziona e sanzioni

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
15/01/2022

Entra in vigore il divieto di utilizzo e vendita della plastica monouso, come previsto dal decreto legislativo n.196/2021 in attuazione della direttiva europea n.2019/904. Vediamo insieme cosa prevede a tal proposito la legge e quali sono le sanzioni.

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Da ieri, 14 gennaio 2022 scatta lo stop ufficiale per l’utilizzo della plastica monouso: la sanzione per gli adempienti ammonta a 25.000 euro. A stabilire il divieto di vendita dei prodotti di plastica non compostabile e non biodegradabile è il decreto legislativo n.196/2021 in attuazione della direttiva europea n.2019/904.

Vediamo insieme cosa prevede la legge in merito.

Platica monouso: al via il divieto

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Il divieto dell’utilizzo della plastica monouso è stato introdotto in Italia dal decreto legislativo n.196/2021 che recepisce quanto stabilito dalla direttiva UE n. 2019/904, la cosiddetta direttiva anti-plastica Sup, che sta per “Single use plastic”.

Lo stop riguarda tutti quegli articoli costituiti da plastica monouso e oxo-degradabile, ossia creati con degli additivi che permettono la frantumazione in pezzi minuscoli quando esposti al calore o alla luce ultravioletta.

Tra gli oggetti di uso comune elencati nell’allegato della legge di riferimento che non potranno più essere venduti ci sono:

  • cannucce;
  • piatti;
  • posate;
  • cotton fioc;
  • agitatori per bevande;
  • aste per i palloncini.

Tuttavia, sarà possibile vendere sul mercato le merci comprate prima dell’introduzione del divieto, fino all’esaurimento delle scorte, purché sia dimostrabile l’acquisto prima della data di entrata in vigore del divieto.

Le sanzioni previste per gli inadempienti

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Cosa accade se non si rispetta il divieto introdotto in merito all’utilizzo della plastica monouso? A tal proposito, sono previste delle sanzioni per chi vende sul mercato i prodotti vietati: la sanzione amministrativa che va da un minimo di 2.500 euro ad un massimo di 25.000. Inoltre, la multa può essere aumentata fino al doppio nei casi di “immissione di un quantitativo di prodotti del valore superiore al 10 per cento del fatturato del trasgressore”.

Per i produttori che non aderiscono ai sistemi di responsabilità estesa del produttore (ERP) è prevista una sanzione amministrativa di 5.000 euro.

Dal 14 gennaio 2022 questi soggetti sono responsabili dei costi di sensibilizzazione dei consumatori e della gestione dei rifiuti per una serie di prodotti, come i sacchetti di plastica in materiale leggero, i palloncini, le salviette umidificate o i prodotti del tabacco.