Domanda di Reddito di Cittadinanza, CAF e patronato: si paga?

La domanda per il Reddito di Cittadinanza può essere presentata anche al CAF o al patronato, ma molti richiedono il pagamento di un compenso aggiuntivo. È giusto o il servizio dovrebbe essere gratuito? Vediamo insieme cosa dice la normativa italiana a riguardo.

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La domanda per il Reddito di Cittadinanza può essere presentata direttamente online oppure tramite CAF (i centri di assistenza fiscale) o patronato. Molto spesso, però, questi ultimi richiedono al cittadino il pagamento di un corrispettivo per la presentazione della domanda, che si va ad aggiungere alle richieste economiche per il rilascio dell’Indicatore della situazione economica (ISEE).

È giusto che alcuni CAF chiedano un compenso per l’invio delle domande oppure si tratta di un servizio che dovrebbe essere erogato gratuitamente? Analizziamo insieme la normativa e facciamo un po’ di chiarezza.

Come domandare il Reddito di Cittadinanza

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Il Reddito di Cittadinanza, come sappiamo, può essere percepito per un periodo massimo di 18 mesi. Scaduto tale termine si perde il diritto al sostegno, che può essere riacquistato solamente presentando una nuova domanda, previa attesa di un mese dalla scadenza del Reddito.

L’invio della domanda può avvenire attraverso due canali: o autonomamente tramite la piattaforma online, oppure servendosi del servizio offerto dai centri di assistenza fiscale o dagli istituti di patronato.

Molti di questi centri, tuttavia, per la presentazione della domanda richiedono agli utenti il pagamento di un corrispettivo (che si aggira solitamente tra i 10 e i 15 euro). Altri, invece, decidono di fornire il servizio gratuitamente.

Qual’è l’approccio corretto? È giusto pagare un ulteriore compenso oltre a quello già richiesto per il rilascio dell’ISEE?

Domanda di Reddito di Cittadinanza: è giusto pagare?

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In base alla convenzione sottoscritta, i CAF già prendono un compenso dallo Stato per ogni ISEE rilasciato. Di fatto, non sarebbero autorizzati a richiedere pagamenti aggiuntivi nemmeno per l’invio della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica).

Ebbene, lo stesso vale per la domanda del Reddito di Cittadinanza. Il servizio offerto ai cittadini dai CAF, o dal patronato, dovrebbe infatti essere gratuito, poiché il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali prevede l’emissione di rimborsi a loro favore per ogni pratica eseguita.


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Rimborsi che sono generalmente erogati ai CAF per qualsiasi servizio offerto, assistenziale o previdenziale che sia. Pertanto, questo deve valere anche per la presentazione delle domande di Reddito di Cittadinanza.

 

 

Luca Paolucci
Laurea in Economia e Management
Laureando in Management Internazionale
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