DSU ai fini ISEE 2023: cos’è, a cosa serve e come ottenerla

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureato in Management Internazionale
20/01/2023

La Dichiarazione Sostitutiva Unica è il documento necessario per ottenere l’indicatore ISEE. La DSU contiene tutte le informazioni di carattere anagrafico, reddituale e patrimoniale necessarie a descrivere la situazione economica del nucleo familiare: vediamo nel dettaglio in che modo è possibile ottenerla.

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La DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) è il documento da presentare per ottenere l’ISEE, l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente. Nella DSU vengono raccolte tutte le informazioni anagrafiche, reddituali e quelle relative ai beni mobiliari e immobiliari posseduti necessarie a descrivere la situazione economica del nucleo familiare.

Vediamo nel seguente articolo come ottenere la DSU 2023.

DSU 2023: come presentarla?

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Per ottenere l’ISEE 2023 è necessario presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica, il documento che contiene le informazioni di carattere anagrafico, reddituale e patrimoniale necessarie a descrivere la situazione economica del nucleo familiare con la quale si ottiene l’indicatore ISEE per la richiesta di prestazioni sociali agevolate.

La DSU 2023 può essere inoltrata:

  • online, sul portale www.inps.it;
  • fisicamente presso le sedi territoriali INPS;
  • ai Comuni;
  • all’ente che eroga la prestazione sociale agevolata;
  • ai CAF, i Centri di Assistenza Fiscale.

DSU 2023: quali documenti servono

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Di seguito tutti i documenti necessari per compilare la Dichiarazione Sostitutiva Unica 2023:

  • documento di identità e codice fiscale del dichiarante;
  • codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare;
  • eventuale contratto d’affitto e copia dell’ultimo canone versato;
  • Modello 730 o Modello Unico e Modelli CUD;
  • certificazioni o altra documentazione che attesti compensi, indennità, trattamenti previdenziali e assistenziali, redditi esenti ai fini Irpef, redditi prodotti al’’estero, borse e/o assegni di studio, assegni di mantenimento per coniuge e figli;
  • dichiarazione IRAP nel caso di imprenditori agricoli;
  • depositi bancari o postali, libretti di deposito, titoli di stato, obbligazioni, azioni, BOT, CCT, buoni fruttiferi, fondi di investimento, forme assicurative di risparmio e qualsiasi altra forma di gestione del patrimonio mobiliare anche detenuto all’estero;
  • tipologia e numero identificativo del rapporto patrimoniale, codice fiscale dell’istituto bancario o società di gestione del patrimonio, date di riferimento dei rapporti patrimoniali;
  • giacenza media annua di depositi bancari e/o postali;
  • patrimonio netto che risulta dall’ultimo bilancio presentato, ovvero la somma delle rimanenze finali e dei beni ammortizzabili al netto degli ammortamenti (solo per lavoratori autonomi e società);
  • certificati catastali, atti notarili di compravendita, successioni, e/o altra documentazione sul patrimonio immobiliare, anche se detenuto all’estero (fabbricati, terreni agricoli, aree edificabili);
  • atto notarile di donazione di immobili;
  • certificazione della quota capitale residua dei mutui stipulati per l’acquisto e/o la costruzione degli immobili di proprietà;
  • targa o estremi di registrazione al PRA e/o al RID di autoveicoli e motoveicoli con una cilindrata pari o superiore a 500 cc, di navi e imbarcazioni da diporto, posseduti alla data di presentazione della dichiarazione.

In caso di situazioni di disabilità, inoltre, è necessario aggiungere la certificazione della disabilità con i seguenti dati:

  • denominazione dell’ente che ha rilasciato la certificazione;
  • numero del documento;
  • data di rilascio della certificazione;
  • certificati di eventuali spese pagate per il ricovero in strutture residenziali e/o per l’assistenza personale.