Economia: che effetto avrà la crisi energetica sull’economia italiana?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
23/03/2022

Gli economisti e i macroeconomisti sono al lavoro per valutare gli impatti della guerra in Ucraina, e la conseguente crisi dell’energia, sulla crescita dell’economia italiana. Il 2022 doveva essere l’anno della definitiva ripresa economica: sarà effettivamente così? Scopriamolo insieme!

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Dal 2020 ad oggi si sta assistendo ad una serie di eventi particolari che stanno avendo delle conseguenze socio-economiche e politiche mai viste prima d’ora. Dalla pandemia è scaturita in seguito una forte inflazione, causata dalla carenza di materie prime, in particolare quelle più pregiate. Ora stiamo vivendo un periodo di crisi energetica, derivante dalla guerra in Ucraina.

A risentirne sono le economie dei Paesi, che se consideravano il 2022 come l’anno della definitiva ripresa, dovranno rivedere le proprie aspettative.

Economia: il PIL reggerà l’urto della crisi energetica?

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Questa è la domanda che si stanno ponendo gli addetti ai lavori del Ministero dell’Economia, i quali stanno cercando di elaborare quale contrazione avrà il prodotto interno lordo a seguito della crisi energetica. Le stime per PIL italiano per il 2022, vedevano una crescita del 4,7%, ma dovranno sicuramente essere aggiustate al ribasso.

L’agenzia di rating Fitch, ha previsto che le previsioni di crescita per l’Eurozona dovranno essere riviste al ribasso di almeno l’1,5%, dunque per l’Italia il PIL si attesterebbe ad un +3% invece che il 4,5% circa che si era prefissato il governo.

PIL in decrescita: quali sono le cause?

Lavoro, Triste

Ribadiamo che il PIL di un paese rappresenta l’intera produzione interna al lordo delle spese, che siano servizi, beni materiali o qualsiasi altra cosa di valore economico quantificabile. E’ chiaro che la situazione attuale, in cui il prezzo della benzina e del diesel è alle stelle, o quantomeno instabile, e soprattutto il prezzo delle bollette è ai massimi storici, non favorisce la produzione.

Le famiglie saranno sempre più orientate al risparmio mentre le aziende di riflesso dovranno rivedere la propria produzione al ribasso, onde evitare di mandare in degrado interi stock di merce.