Economia: ecco le città con più investimenti

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
13/06/2022

In Italia sta spopolando ed attirando sempre più investimenti la tipologia di città intermedie. Queste sono tra quelle che non sono metropoli già ben avviate come Milano, ma che devono ancora trovare la quadra per il futuro. Vediamo quali sono e quanti investimenti stanno raccogliendo.

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La ricerca è stata effettuata da Kroll Real Estate Advisory, che ha analizzato l’appeal delle città italiane in base alla componente real estate, ossia degli immobili su cui effettuare degli investimenti. La ricerca ha mostrato che: “Negli ultimi cinque anni (2017-2021) in Italia gli investimenti immobiliari corporate hanno mediamente toccato la quota di circa dieci miliardi di euro all’anno”.

Di questi il 54% è confluito in centri come Roma e Milano, mentre la restante parte nelle così dette città intermedie: approfondiamo la questione.

Investimenti: quali sono e perché sono così attraenti le città intermedie?

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Approfondiamo la questione relativa agli investimenti in real estate delle città intermedie. Queste sono quelle appunto che come detto non godono di un appeal pari a Roma o Milano, ma che sono comunque in grado di attirare la curiosità degli investitori per il potenziale di crescita. Ad esempio, città come Venezia e Firenze sono al primo posto per gli investimenti nel settore Hospitality.

Bologna e Torino si confermano città per studenti, con l’offerta di appartamenti ad hoc che sta aumentando vertiginosamente.

Investimenti in real estate: in aumento grazie al PNRR

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Gli investimenti nella componente real estate, sono in forte aumento, in particolare perché stanno crescendo moltissimo i fondi che il PNRR destina ogni mese a questo settore. Basti pensare a tutti i bonus edilizi e alle agevolazioni in generale che vi sono nel settore per capire quanto sia stato profittevole investire in questo settore.

Tale aumento è stato registrato soprattutto nel 2022, ove: ” il settore dell’edilizia ha visto la possibilità di individuare i territori nei quali gli 87,3 miliardi di euro (l’81% del totale) dei complessivi 108 miliardi di euro destinati all’edilizia e al settore immobiliare produrranno effetti in termini di investimenti realizzati”.