Economia italiana in crescita? Previsioni e politiche pubbliche

Camilla
  • Dott. in Scienze della Comunicazione
29/12/2021

Economia italiana- i traguardi raggiunti fino ad oggi fanno sperare in una futura ripresa dell’economia del paese, ma non dobbiamo dimenticare le incognite della variante Omicron e dei rincari dei prezzi delle materie prime e dell’energia.

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Dopo la depressione economica, sopraggiunta a causa della pandemia, il Pil italiano ha registrato una notevole caduta rispetto agli altri paesi d’Europa, c’è da dire però che il nostro paese è riuscito a recuperare notevolmente e a fine 2021, grazie anche alla campagna vaccinale e alle politiche economiche attuate dal governo, si posiziona in maniera positiva rispetto ai principali partner, quali Francia e Germania. 

I traguardi raggiunti, con crescita del Pil pari al 6,3%, danno una speranza per il futuro del paese, non va però dimenticato che questo inverno è ancora difficile dal punto di vista sanitario, a causa dell’aumento dei contagi e della variante Omicron, che portano con se la difficoltà di approvvigionamento delle materie prime.

Economia: trimestre in rallentamento

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L’ultimo trimestre, nello specifico, ha vissuto un rallentamento dal punto di vista della crescita economica, la previsione di crescita è soltanto dello 0,4% rispetto al trimestre precedente. Il rallentamento è in parte fisiologico, dopo il positivo effetto della riapertura, e causato anche dalla difficoltà di approvvigionamento lungo le catene globali del valore. Questo rallentamento non pregiudicherà comunque la crescita media annua del Pila, che secondo le previsioni ci consentirà di chiudere l’anno con uno scarto dello 0,8% dalla pre-crisi.

Non va comunque sottovalutato che si sta innescando anche una dura tensione inflazionistica, che a causa di molti rincari si stanno scaricando sulle aziende. L’energia, ad esempio, sta crescendo del 73% nei prezzi della produzione, mentre per il consumo del 31%. Questi incrementi hanno coinvolto anche nei primi stadi di produzione e distribuzione dei beni manufatti, dove gli incrementi sono addirittura a due cifre, 10,4%.

La crescita del Pil del 2,6% nel terzo trimestre, rispetto al secondo, è comportata dall’ulteriore recupero delle spese  delle famiglie, soprattutto nei servizi (+8%), dovuti dalla stagione turistica e dagli investimenti in beni strumentali, con un +4,5% che ha fatto si di recuperare il livello pre-crisi.Gli stessi investimenti in costruzioni stanno vivendo un momento di lieve crescita, rimane buona anche la performance delle esportazioni, confermando anche il settore industriale italiano non ostante le difficoltà riscontrate a causa della difficoltà della fornitura internazionale.