Economia: quanto sono diminuiti i risparmiatori?

Uno degli effetti dell’inflazione e del caro bollette è quello di far calare la propensione al risparmio. Oltre alla carenza di denaro, va segnalata la scarsa educazione finanziaria degli italiani, che non permette loro di investire denaro nei mercati finanziari. Vediamo di quanto è calato il risparmio in Italia e come risolvere la questione.

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Stando ai dati sul risparmio, appare evidente come gli italiani abbiano grandi problemi nel riuscire a mettere da parte una porzione dello stipendio. Di tutti i lavoratori in Italia, solo il 39% riesce a mettersi da parte qualcosa, mentre per gli altri fare questo è impossibile. Ad influire è anche la scarsa educazione finanziaria, che non consente loro di compiere le scelte giuste.

Vediamo come si può risolvere la questione nel seguente articolo.

Risparmiare: è fondamentale conoscere la finanza

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Vediamo in primis quanto è importante l’educazione finanziaria nella propensione al risparmio e nella corretta gestione del denaro da parte degli italiani. La ricerca solta ha avuto come obiettivo anche quello di indagare la volontà degli italiani di approfondire le materie finanziarie: l’89% ritiene infatti necessario che tali discipline siano spiegate a scuola.

Inoltre per il 79,5% i posti di lavoro dovrebbero riservare occasioni di conoscere la finanza mentre un altro 63,2% pensa che di risparmio si dovrebbe discutere anche in luoghi ricreativi come auditorium, cinema o teatri.

Lavoro: chi sono i risparmiatori in Italia?

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Vediamo ora quali categorie di lavoratori riescono a mettere da parte una quota del loro stipendio. Dall’indagine emerge che è in aumento la quota di italiani che ha speso più di quanto effettivamente ha a disposizione. Questa percentuale è passata dal al 14,9% dall’11,8%. E’ fortemente calata la parte di chi riesce a risparmiare parte dello stipendio, essendo ora al 39,1% mentre in precedenza si attestava al 44,9%.

Il livello è anche peggiore di quelli registrati nel pieno della pandemia, e questo è molto preoccupante. I dati sono stati raccolti nel corso del mese di Giugno 2022 su una base di circa 4 mila soggetti.

 

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