Energia: multe salatissime per chi non comunica gli extra-profitti

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
17/09/2022

Il nuovo decreto Aiuti di Agosto ha previsto una sanzione salatissima per le imprese del settore energetico che non provvederanno a comunicare e versare gli extra profitti. La sanzione raddoppia, passando infatti dal 30% al 60% di quanto non è stato versato, andando così a gravare sulle imprese in maniera pesante.

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Torna di moda il tema degli extra profitti delle aziende che lavorano nel settore dell’energia e della somministrazione. Questo in quanto è in scadenza il termine entro cui queste devono presentare il pagamento degli extra profitti derivanti dagli aumenti dei prezzi dell’energia. La multa infatti sarà il doppio più salata di quanto previsto in precedenza.

Dal 30% di quanto dovuto, si passerà al 60%. Approfondiamo insieme la vicenda.

Extra profitti energia: chi è tenuto ad effettuare il pagamento?

Gas

Vediamo in primis quali sono le società che sono tenute ad effettuare i pagamenti sugli extra profitti entro oggi 31 Agosto 2022. Le società sono quelle operanti nei seguenti settori:

  • produzione di energia elettrica per la successiva rivendita;
  • produzione di gas metano; estrazione di gas naturale;
  • rivendita di energia elettrica, gas metano e gas naturale;
  • produzione, distribuzione e commercio di prodotti petroliferi;
  • importazione a titolo definitivo, oppure introduzione nel territorio italiano da altri stati dell’Ue, di energia elettrica, gas naturale, gas metano e prodotti petroliferi.

Extra profitti energia: le nuove multe per le società

Gas

Il governo come detto ha aumentato le multe previste per le società che lavorano nel settore energetico, che hanno avuto degli extraprofitti a causa dell’aumento dei prezzi dei beni energetici. Il contributo previsto dal decreto Aiuti doveva infatti essere versato entro il 31 Agosto 2022, in caso contrario scatteranno delle multe che sono equivalenti al 60% di quanto dovuto.

La multa era originariamente fissata al 30% di quanto dovuto, ma data la difficoltà della situazione si è scelto di incrementare questo valore. La notizia non è stata presa bene dalle imprese operanti nel settore, definendola eccessiva e mal formulata.