Con l’addio al gas russo sempre più una certezza, il governo ha dovuto lavorare sodo per trovare altri fornitori in grado di rimpiazzare il gas russo. Il nuovo accordo Italia-Algeria si muove in tal senso: approfondiamo la questione cercando di capire se l’Italia ci guadagnerà o meno.
La missione magrebina del Presidente del Consiglio Mario Draghi aveva uno e un solo scopo, ossia quello di andare a firmare un nuovo accordo con il governo algerino sull’incremento della fornitura di gas. Va ricordato che l’Algeria rappresenta uno dei principali fornitori di gas per l’Italia: più del 30% del nostro import totale.
Vediamo dunque di quanto crescerà l’importazione di gas dall’Algeria verso l’Italia e se questa è da considerarsi una vittoria.
Gas: nuovo accordo Italia-Algeria
Ad annunciare la firma del nuovo accordo sulla fornitura di gas è stato il Presidente del Consiglio Mario Draghi: “I nostri Governi hanno firmato una dichiarazione d’intenti sulla cooperazione bilaterale nel settore dell’energia. A questa si aggiunge l’accordo tra Eni e Sonatrach per aumentare le esportazioni di gas verso l’Italia”.
L’accordo è stato siglato oltre che da Draghi, anche dal Ministro degli Esteri Di Maio e del Ministro della Transizione Ecologica Cingolani. Si tratta di solo una delle molte altre “missioni” per accaparrarsi il gas: dopo Pasqua infatti Draghi farà visita anche a Congo, all’Angola e al Mozambico.
Quanto durerà l’accordo?
Il Ministro Cingolani si è soffermato sulla durata del nuovo accordo, che non sarà un mero trattato estemporaneo per superare il momento difficile: “L’accordo non termina nel 2024 – ha precisato Cingolani – ma il flusso sarà costante o su una rampa che andrà a crescere: da Algeri avremo circa 3 miliardi di metri cubi in più di gas subito, altri 6 nel 2023 per arrivare a 9 miliardi, circa 3 miliardi di gas e 3 di Gnl”.
Anche Di Maio esulta sui social la riuscita dell’accordo sul gas con il suo omologo algerino: “Oggi in Algeria ho firmato con il mio omologo Lamamra l’accordo che ci permetterà di aumentare la cooperazione tra i nostri Paesi e le forniture di gas per l’Italia. Continuiamo a lavorare senza sosta per la sicurezza energetica del nostro Paese”.
Sarà sufficiente per soddisfare il fabbisogno italiano ed abbandonare il gas russo?




