ENI: il PD contro l’accordo con l’Egitto

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
19/04/2022

Una delle possibilità instaurate dall’Italia per sostituire il gas russo è quella dell’accordo siglato con l’Egitto, con ENI in prima fila nel trattato. Di questo accordo con il paese del Nord Africa non è d’accordo il PD, che ha espresso tutta la sua contrarietà. Approfondiamo insieme la questione.

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Dopo l’ufficialità dell‘accordo siglato tra Italia ed Egitto, sono stati in molti ad esultare in quanto si tratta di un passo storico verso la diversificazione della fornitura di gas. Nonostante questo però vi è chi è profondamente contrario: si tratta del Partito Democratico che ha esternato tutta la sua contrarietà con le parole di Enrico Letta.

La contrarierà nasce dai fatti del caso Regeni: analizziamo insieme i dettagli della vicenda.

Accordo Italia-Egitto: la contrarietà del PD

Gas

L’Italia dopo lo stop alla fornitura del gas russo, che rappresenta quasi il 50% del fabbisogno totale italiano, ha dovuto cercare altri fornitori da cui attingere, sia per sopperire all’improvvisa carenza, ma anche per diversificare i fornitori, onde evitare che situazioni del genere si palesino di nuovo. Uno dei paesi che entrerà nel giro dei fornitori è l’Egitto, tramite l’accordo siglato con ENI per la fornitura di gas in Italia.

In molti si sono mostrati entusiasti dopo la chiusura dell’accordo, ma vi è chi storce il naso: si tratta del PD. Enrico Letta ha commentato la chiusura dell’accordo con un secco “Nutro moltissimi dubbi”, che non lascia scampo a interpretazioni. Come mai il PD è contrario a tale accordo?

Perché il PD è contrario all’accordo?

Gas

La contrarietà del PD all’accordo Italia-Egitto sulla fornitura di gas è legata quasi esclusivamente ai fatti seguenti il famoso caso Regeni. L’omicidio del ricercatore italiano trovato morto in Egitto, ha incrinato e non di poco le relazioni politiche tra i due paesi. Ciò che si teme è una riallacciatura dei rapporti, che non va giù a moltissime fazioni politiche.

L’ostruzionismo del governo egiziano nella risoluzione del caso Regeni dunque lascia ancora strascichi importanti, che si faranno sentire anche in futuro.