Equo compenso per i professionisti diventa legge: di cosa si tratta?

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale entreranno in vigore le norme relative all’equo compenso approvate dalla Camera dopo un lunghissimo iter procedurale. Vediamo in cosa consiste l’equo compenso e quali sono le sanzioni in caso di violazione delle nuove disposizioni.

Professionista

Che cos’è l’equo compenso? Con tale espressione si intende un compenso che si ritiene proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto dal professionista in base a dei parametri ben definiti.

La legge è stata emanata a favore sia dei liberi professionisti inscritti ad un Ordine o Collegio professionale che di quelli che svolgono delle prestazioni non regolamentate, per fissare i valori minimi del compenso che dovranno percepire.

I parametri per determinare l’equo compenso

La retribuzione del professionista deve essere adeguata a parametri determinati con appositi decreti ministeriali. Per gli iscritti ad un Ordine, ad eccezione degli avvocati (per i quali i parametri sono fissati dal decreto ministeriale 147/2022) la determinazione dei valori minimi è stabilita con decreto ministeriale 140/2012.

Si attende invece un decreto ad hoc per le professioni non Ordinistiche.

I soggetti coinvolti

L’equo compenso trova applicazione per le prestazioni svolte dal libero professionista nei confronti dei seguenti soggetti:

  • Pubblica Amministrazione;
  • Società a partecipazione pubblica;
  • Imprese bancarie;
  • Compagnie di assicurazioni;
  • Imprese con più di 50 lavoratori o con ricavi che ammontano a più di 10 milioni di euro.

Possiamo evidenziare dunque come la nuova legge non coinvolga le piccole realtà aziendali come le PMI.

Si tratta di tutelare i professionisti nei confronti di clienti che abbiano maggiore potere contrattuale e che, a seguito della posizione dominante, possano applicare un compenso non adeguato.

Nei rapporti tra privati invece continua a restare in vigore la libera contrattazione.

Quali sono le tutele del professionista

Professionista

Qualora le norme sull’equo compenso non vengano rispettate dalla Pubblica Amministrazione o dalla grande azienda il professionista avrà a disposizione delle tutele.

Potrà infatti impugnare qualsiasi convenzione, contratto o accordo che preveda un compenso non equo dinnanzi al Tribunale. Potrà così richiedere l’annullamento di tali accordi lesivi dei suoi diritti e domandare la rideterminazione della retribuzione in linea con i parametri legali.

Lascia un commento